lunedì 29 dicembre 2008

the journey of radha


modena esterno giorno...
ore 9.40 cielo azzurro e bianco con la luce brinata e brillantina...
arrivo dopo un viaggio gelato in treno
dove il ghiaccio sui finestrini resisteva sia fuori che all'interno a dieci centimetri dal mio naso...
mi andava proprio di fare questa scappata ad incontrarlo
lui, il grande allenatore di parole...
eh eh
cambio posto due e tre volte
la ventola alita un freddo gelido
i piedi si sono addormentati come in quei film tragici dove non sai se ti risvegli più...
ma non mi sento tragica...
sono felice di me...
sono felice del sole arancione che mi bussa sulla faccia,
sono felice per il cielo che sempre mi porto dentro
insieme alle notti stellate, alle albe e ai tramonti
eh eh
è un bel momento, lo credo davvero...
l'universo ubbidisce all'amore...dice battiato, mentre sto scrivendo...
eh eh
ed io ubbidisco all'universo, diligente e precisa come non mai...
eppoi queste cose mi fanno far pace con il cielo e la terra e tutto quello che sta nel mezzo...
rielggo un suo sms durante il viaggio:
credo che saprò riconoscerti...ah, quanto mi piacciono le prime volte! A te?
già le prime volte...
ma non so dire, e penso alle caselle disegnate di gesso dei campanoni
dove i sassi ti davano la direzione, il numero e tu saltavi con un piede per raggiungere...
anch'io saprò riconoscerti...
eh eh
il suo treno arriva dieci minuti dopo il mio
siamo entrambi nella via di mezzo, la terza via...
io qui non ho ricordi
io qui non ho aspettative
io qui sono qui e basta...
ho quel leggero anticipo per osservare il luogo, per recuperare l'essere ferma dopo il treno...
per guardare la mia faccia un attimo prima...
rido al suo pensiero...
perchè anche se non conosco il suo aspetto ho già dei ricordi di lui...
mi ricordo già della sua capacità di amare,
di scrivere poesie d'amore per la sua compagna
per i suoi figli, il suo scrivere, la sua capacità d'inventare...
le sue filastrocche, il suo modo goffo di ballare...
perchè è grasso, grasso da morire
ah ah ah ahhhhhhhhhhhhhhh!!!
come mi ricordo già le sue fughe, il suo immergersi in un mondo sotterraneo,
come quegli eroi che scelgono il buio per illuminare ed illuminarsi...
ma che mi ricorda anche il mio mondo
di cui non ho mai smarrito le chiavi delle soglie, dei varchi, della via del ritorno...
io so del tempo circolare
io so del tempo che non esiste
io so che lo spazio non separa ma unisce
io so un mucchio di cose e le conservo nei sogni...
...sono qui grande allenatore di parole e ti aspetto...
eh eh

(continua)

martedì 23 dicembre 2008

buon buon buon


buon buon
buon natale
che ogni scherzo vale
anche se ancora non è carnevale
ma è il tempo dove succede che qualcosa rinasce
lasciandosi dietro sempre le vecchie ambasce
in più con lo spiegarsi delle proprie ali
siccome nell'anima siamo, tutti, tutti uguali
nei sogni e soprattutto nei desideri
per tutti belli, saggi e veri
e abbracciamoci, abbracciamoci tutti
piccoli e grandi, belli e brutti
un augurio da me sincero
perchè tutto quello che succederà
sarà autentico e assolutamente VERO
ehehehehehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

mercoledì 17 dicembre 2008

question


...come mai il tempo fugge eppure è sempre presente?
già...eh eh

lunedì 15 dicembre 2008

refrain


...così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

giovedì 11 dicembre 2008

mercoledì 3 dicembre 2008

lo so


aria di fiori
(un inverno di ciclamini
rosso natale
con il capino all'ingiù)
sotto le foglie accese e lucide
sotto le grondaie rigonfie,
e tutto questo gocciolare,
zampillare...
luci ciondòle
in bilico sul mondo,
veli cristallini che illuminano lo sguardo...
eh eh

blu tonale



Tu sei
Io che sono

martedì 2 dicembre 2008

giro limoni

ore 8,10 una tranquilla mattina metropolitana inizia
come tutte le tranquille mattine metropolitane ma poi, per gentile
concessione della Attrazioni Troublements Milanesi, la nostra società di trasporti disintegrati,
trasformarsi nell'ora del luna park metropolitano...

8,30 alla fermata pagano parte il giro al buio nella carrozza che partecipa al
guinness "ci stanno più di duecento persone in un vagone" i partecipanti sono
pregati di indovinare il gusto dello shampoo del vicino o la marca degli occhiali
del signore a ore 15 dalla vs posizione.

8,45 finito il gioco pigia pigia inizia quello, sempre a pagano, di "agguanta la 61" direzione cadorna...chi la prende entro cinque minuti dai cancelli del metrò vince 10 minuti di ecopass in centro alla rinascente

9,00 interscambio a cadorna, dopo il tragitto nel bus, vince chi dice senza errori l'elenco delle fermate della mm in cui si è interrotta la circolazione, aiuta la vecchietta ad arrivare in centrale e riesce a sedersi per almeno un minuto sul nuovo sedile arancione

9,00 - 9,20 esercizio di psiconavigazione guidata su banchina direzione gessate-cologno:
si parte da posizione di potere (gambe leggermente divaricate, piedi paralleli nella distanza delle spalle, bacino in avanti, occhi leggermente chiusi sguardo sfocato o chiusi del tutto, braccia rilassate lungo i fianchi) : immaginate di essere degli alberi con tanto di radici piantate profondamente per terra e chioma ondeggiante, sentite la linfa che vi scorre attraverso il fusto dalle radici, ai rami, fino alle foglie, sentite il vento che fa vibrare, la pioggia che le accarezza, immaginate il tempo che cambia il sole, la pioggia, la neve, la nebbia...rimanete così fino all'annuncio del prossimo treno...e buon rilassamento...

09,20 - 9,40 ultimo tratto del percorso del gioco di oggi una piccola variante sul tema "ci stanno duecento persone in un vagone", questa volta il gioco consiste nell'attraversamento da parte a parte, andata e ritorno, dello scompartimento, senza pestare, imprecare, strattonare, sgomitare, questo fino a che non si giunge a destinazione allo stop della fermata prestabilita.

"Chi arriva integro, con l'equipaggiamento completo della partenza da casa, quindi almeno con il portafoglio, il cellulare e l'abbonamento ATM esibendolo al posto di ristoro avrà diritto ad un biglietto omaggio per il ritorno all'interno della stessa rete, da utilizzarsi entro la prossima era glaciale ed ogni caso inderogabilmente entro il 21 dicembre 2012; nell'auguraVi una graziosa, deliziosa, bellissima, straordinaria giornata Vi ringraziamo per aver scelto ATM entretainement"

...oggi al lavoro mi allenerò per il trialthlon del ritorno a casa con il tragitto in ascensore e i corridoi annessi...mensa- bar- macchinette snack e bar e ritorno, piano 4 verde, stanza 456...

lunedì 1 dicembre 2008

ghirigoro


sostengo il tuo scorrere
ammiro il tuo divenire
adoro il tuo presente
buio da polla d’acqua
ferma e densa nel suo stare...
così semplicemente
rischio di amarti
godendo del piacere dello sguardo
del planare di te che ti trasformi
in vento e soglia di gioia...

notturna


...dai luccichìi in controluce
dei vialetti appiccicati di foglie
vedo che ha ricominciato a piovere...
proprio mentre tiro giù la tapparella...
la bandiera del tibet si ripiega come per accompagnare
la notte della mia finestra,
un pò rossa e blu, con gli sprazzi gialli del sole dell'oriente...
scivolo a letto come una biglia in buca..
mi guardo intorno vedo le cose solite
che ho accumulato come prede di gazza,
come provviste di scoiattolo,
più che solo cose mi sembrano
frammenti di caledoscopio,
fondali di teatro,
giochi di racconti passati...
chiudo gli occhi
abbraccio con le mani
un libro arancione
pieno di racconti in scatola,
un vecchio amico me lo ha spedito in volo...
non lo leggo, stasera mi appoggio soltanto...
e respiro dentro,
lascio la mia densità ritrovare
le tracce dei sogni
e tutto appare semplice e accogliente
come l'incavo di un albero,
la quiete di un solco...
la luce della lampada di sale
rende ancora più lento il mio guardare...
e solo allora mi divarico il petto e mi lascio uscire libera
un seme di tarassaco che prende il vento...
sono al sicuro con me, mi dico
con le trame di radici che tendono
le vele di rotta,
con le ali che nello stropiccio
ritrovano il piacere dello spiegarsi...
sono pronta
per i tragitti e le voci,
gli sguardi nuovi, le parole che raccolgo nelle tasche,
i racconti cristallini dell'altrove...

venerdì 28 novembre 2008

riflettamenti



l'attesa è immaginare ogni giorno il volto che avrai

(e se covano i lupi - paola mastrocola)

giovedì 27 novembre 2008

adesso


ho deciso di chiamarti adesso
perchè prima non potevo
e ho preferito chiamarti adesso
invece che dopo
perchè dopo sarebbe stato tardi
e a me fare quel tardi non piace,
in ogni caso poi ho scoperto che
in qualunque momento ti avessi chiamato
sarebbe stato adesso
e dato che adesso era l'adesso
che volevo
adesso sono comunque contenta
e quindi ho detto
adesso lo chiamo....

in con tri



A: ieri ho visto Dio!!
B: ah si? Perchè è tornato?

(marco sommariva - il venditore di pianeti)

martedì 18 novembre 2008

fly down


mm cadorna
cambio di direzione
dalla rossa alla verde
al mattino,
dalla verde alla rossa
alla sera,
seguendo le strisce e i pallini neri
di gomma ,
quelli come il lego, per terra
e contando quelli bianchi delle legende delle stazioni
(li so a memoria da secoli, ma li conto nel quanto manca)
tragitti di pallini e di strisce, un teatro per ciechi e sognatori...
ma da quando cammino con lo sguardo sfocato
la distinzione si è fatta per me altalenante
e come cieca sognatrice o sognatrice cieca
oscillo per bene alla ricerca di percorsi alternativi...
oggi, per esempio, mi è toccato di infilare
i corridoi controcorrente...quelli che uniscono i salti di direzione,
mi sentivo un esemplare raro di salmone metropolitano...
tutti in gruppo verso di me,
belli e brutti
grigi e non
donne, uomini e bambini ed indecisi...
scatta istantaneamente il gioco complicato...
bisogna evitare ogni contatto con gomiti, mani
e borse e cappotti sfuggiti al controllo
dei vaganti dallo sguardo perso
(pena cartellino giallo o al peggio l'espulsione immediata)
tutto questo contemporaneamente al non pestare
le fughe delle piastrelle bianche
(fughe....fughe...? no, nessuna fuga è consentita)
neanche quelle imbandite dalle pubblicità
spalmate per terra
e contemporaneamente (ancora?) come in un work shop
di teatro danza
(perchè si dice così, quale lavoro comprerei?)
essere in ascolto dell'altro...
tappe tappe tappe tà...
glissare e fluire
sciogliersi e risolversi
un pò ad ogni passo...
e alla fine scegliere l'uscita giusta per timbrare in tempo...
in tempo solo per timbrare in tempo...
al perchè, non c'è, ormai da tempo, più risposta...
ah ah ah ah ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

business girl



nuovo gioco...
si parte con quello di infilare nella sequenza esatta
calze e stivali
sotto giacca e sopra abito
che è cappotto, cappottino, redingote...
ogni giorno combinazioni diverse...
abbinamenti sobri con qualche divagazione frou frou
eh eh
e i corridoi lunghi e lucidi,
stanze quadratille che hanno sull'uscio
numeri di almeno tre cifre,
i soffitti ribassati per creare quell'aria raccolta
e silenziosa...
moolto chic very professional...
solitary beach...
tutti a prendere il caffè al bar della direzione
tutti insieme nell'ascensore che parla
e giù e su...
(ce l'hai il foglio in mano per girare a vuoto nei corridoii?)...
ma poi c'è il pranzo in mensa...
ma poi c'è di nuovo il caffè...no pago io oggi tocca a me...
pc pc pc pc
clicca qui e poi non si apre, ma quanto è lento...oggi?
occhi azzurro microsoft a fine giornata...
(ma io non ce li avevo verdi...?)
come dici?
sì sono felice
indipendentemente da...
bisogna saper scegliere in concime giusto
per far fiorire il meglio anche dalla deiezione
o come parafrasare un bel tipo come Osho
anche dal caccume più lordoso
nascono i fiori più profumati..
qui si piantano i semi...
per la primavera
e per altro ancora...
io continuo comunque a fare il
tifo per sogni di baobab
eh eh

sabato 15 novembre 2008

dove cioè


dove è uno zero?
dove sei uno zero?
cioè dove tu sei uno zero?
cioè dove tu riesci ad essere uno zero?
zero completo e totale
l'inizio e la fine
lo zero insomma
in centro al meno e al più
l'altrenativa dell'uno
lo zero
capisci?
d o v e s e i u n o z e r o!!!

esco




a fare due passi...

mercoledì 12 novembre 2008

pro-ver-bio



nessuna strada
porta ad un albero senza frutti

proverbio wolof

giovedì 6 novembre 2008

Pace



in Terra agli uomini di buona volontà.

amen

so be

the new beginning



vero è, che se il buongiorno si vede dal mattino,
era evidente che Firenze ci offriva decisamente un buon inizio
domenica scorsa..

"Quando le porte della percezione saranno aperte, tutto apparirà come sembra e come realmente è: infinito"
William Blake


queste sono le parole scritte a pennarello sulle doghe della branda al di sopra del mio letto all'ostello di santa monaca...
eh eh

sentitamente ringrazio...
ah ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

martedì 4 novembre 2008

not dark yet


queste gocce non mi bagnano
questi pensieri non mi sconvolgono - questi volti - queste mani - queste dita
potrebbero benissimo appartenere a qualcun'altro
potrebbero averle incollate insieme durante la notte -
lasciandole asciugare fino al mio risveglio - perchè si fissassero meglio
nella tua memoria
e per tanto
potrebbero staccarsi le une dalle altre in qualsiasi momento -
ognuna di esse riprendere la propria strada - non me ne stupirei affatto -
non sentirei alcun vuoto alcun rimpianto
perchè so che potrei ritrovarle - raccoglierle per terra -
o strapparle a qualcun altro con la lama affilata di un coltello
ogni volta che ne avessi voglia
ogni volta che provassi rabbia - sconforto - noia - solitudine -oppure
ogni volta che finissi per innamorarmi nuovamente
di una nuova forma di me
proiettata come un'ombra sul soffitto

lunedì 27 ottobre 2008

passo a due


esco di casa
e cammino
cammino
scegliendo una direzione qualsiasi...
inizio con l'idea dei soliti quattro passi
poi la tentazione di ripetere
ripetere
ripetere
ripetere
il ritmo, le distanze tra i passi...
mi incanto nell'attraversare
le periferie sconnesse
con i palazzi dall'intonaco sgarrupato
come belleville...
il centro con i giardini
e le persiane chiuse...
e quindi cammino...
cammino ancora
un evocare quell'orizzonte che si nasconde..
in fondo
ho sempre camminato in città,
sento che c'è come da bonificare un territorio,
ogni passo, un solco,
aro la terra mentre cammino
lascio le scie di polvere...
tempo fa avevo un ragazzo
e con lui tornavo a casa dall'università
km e km accompagnando il buio dell'autunno
che in cambio ci faceva strada
e camminavamo, le piazze, i viali
i sottopassi,
e questa città
nel suo stupido grigio
sorridendo
sembrava voltarsi indietro al nostro passaggio...
fino al momento in cui un bivio ci divideva
per quella notte e lui si imbucava nel sottopasso
della stazione di GrecoPirelli..
guardavo la nebbia che lo rincorreva
come lo strascico di un mantello lento...
amavo il nostro camminare
le parole che si costruivano nel silenzio...
adesso cammino senza più dover ricordare,
senza più contare...
misuro la città
dal tempo che impiego a ritornare a casa dal centro...
prima o poi finisco per cimentare
i miei amori nel cammino della città
li ingaggio nel tragitto che impiego però nel tornare al mio sentire...
è successo anche con quello straniero di qualche tempo fa,
mi piaceva il suo modo da intruso di rincorrere la mia città,
si insinuava nei ricordi appesi un pò in giro,
mi incuriosiva persino il suo modo stupido di trascurarmi...
mi ricordo che nel non permettersi di darmi la mano
mi prendeva per la collottola
per tutto il tragitto...
come con un gatto o con una ragazzina capricciosa...
un aggancio, dicevo, è meglio che niente,
tanto a far ciondolare le braccia c'è sempre tempo...
eh eh
un tempo, è vero, confondevo l'amore con il camminare
come se avessero un grado stretto di parentela
tipo madre e figlio
fratello e sorella...
adesso scelgo io di ingavagnarli insieme
come compagni di viaggio
degni uno dell'altra,
eppòi come dall'amore,
ho imparato a non aspettarmi nulla
dal camminare,
se non il camminare stesso...
la terra rotonda
mi affranca dall'ansia del per sempre,
rotonda lei, girotondo il suo vagare,
infatti penso alle orbite lunghe,
quelle siderali dei pianeti buiosi
che hanno stagioni lunghissime,
penso alle orbite sghembe che
seppur eccentriche quanto vuoi
prima o poi ti riportano indietro,
anche se non sei un pianeta,
a recuperare le tracce stellari
lasciate ad asciugare al buio dell'infinito...
e in fondo poi
mi accontento solo
di vedere con gli occhi a fessura
il crepitare delle foglie
il bordo dei marciapiedi
i tombini
i fiori che volano
le piume d'uccello
le carte da gioco
il pavè
le rotaie dei tram
le mattonelle lucide...
i piedi che sanno fare le radici
anche quando camminano...
eh eh

...e che volare è facile
ci vuol più fantasia per camminare...

(R.Vecchioni - Il lanciatore di coltelli)

giovedì 23 ottobre 2008

majestic


tutto ho appreso
tutto ho conosciuto
tutto ho ricordato
eppure nulla ho compreso
sin tanto che Amore
non ha conficcato i suoi reticolati
tra i camminamenti dei miei respiri

(ognuno brucia come vuole)

venerdì 17 ottobre 2008

mi


mi sdrotolo in viaggio in cerca di orizzonti erranti

domenica 12 ottobre 2008

erotica mente


E
viene sera
mi sdraio sulle rondini
il buio infuoca
di noi m'assale
il pensiero
di noi
trascino
spezzata
bellezza
canto
e danza
vetri in cocci
opali, madreperle.

oui


oui, je suis une clowne...

sabato 11 ottobre 2008

Pa-ra-da


difficile da dire...
un film che mi ha fatto di ancora di più, riflettere sulla differenza tra reale e vero,
che non sono sinomini, almeno per me....
il reale è ciò che è frutto della mia percezione della vita, che è frutto di quello che mi sono abituata a percepire attraverso l'esperienza, che è frutto di quello che ho accettato dall'esterno come vero, i condizionamenti dell'ambiente, della famiglia, del mondo..
reale è tutto il complesso delle mie convinzioni che a furia di confermarle diventano realtà...
con la piccola postilla, piccolissima che non sono la verità, ma solo una parte, meglio un riflesso verosimile...
già verosimile è proprio la parola chiave per me...
questo film proprio per la convergenza di mia esperienza sul naso rosso, mi ha ancora di più fatto comprendere che la realtà si misura sempre di più sulla capacità di interpretare il proprio delirio personale, la propria visione del mondo...
alla parola delirio in fondo dò un significato positivo come di un qualcosa che ha la dignità del proprio, dell'unico del mio.
Ritornando al film...certo è fatto bene...ma non racconta il vero, solo il verosimile...e per chi si accontenta va bene...per me no.
Miloud non salva e non ha salvato proprio nessuno, nè i ragazzini e nè se stesso,
in quella piazza di Bucuresti ognuno di loro ha trovato in più una parte di sè perduta...
e non potrebbe che essere così...
nessuno salva, nessuno è salvato,
non esistono peccatori, non esistono santi..
ma solo persone che vivono facce diverse della loro lunghissima esperienza del mondo...
in tempi diversi, in modi diversi...
non mi piacciono le agiografie, le retoriche emotive...
Miloud è un grande per altro, molto altro...e purtroppo nessuno e neanche questo film è riuscito ad esprimere...
si può riconoscere il dolore di qualcuno solo se questo dolore ci appartiene, ed appartiene ad una parte del nostro essere a volte profonda, a volte no...
questo lato buio è sempre l'inizio di un incontro...
questi ragazzini non hanno riconosciuto in Miloud qualcuno di fuori ma solo un qualcuno di dentro come loro, solo che era cresciuto prima e che aveva saputo distogliere il buio nel bianco e rosso e nero dei colori del clown, nei suoi fuochi e nelle sue clavette, nelle sue scarpe gialle e nelle sue magie..
è distogliere lo sguardo dal proprio buio che dà la possibilità di prendere la rincorsa per affrontarlo meglio, per guardarlo con benevolenza ed infine attraversarlo...
e la distanza e quello che chiamo rincorsa è sicuramente la vita più pulita di una casa, di un lavoro, di una rete di affetti...
ma è sempre e solo una rincorsa...

venerdì 10 ottobre 2008

post it

un grazie a CATY:

http://vimeo.com/1754384

è molto divertente...

mio loup mio loup mio loup

(tracce per un dialogo intrapsichico e neurale)

mio solo mio
tu sei mio
e non c'è altra
miitudine al di fuori di te...
io ho scelto te
io sono tua e tu sei mio
per sempre
per oltre il sempre
per il sempre più sempre
nostri...
come dire,
siamo nostri
io tua a te
tu mio a me
perchè?
ma perchè IO TI AMO!
e quindi SEI mio, solo mio, per sempre mio...
pensa che ti amo più di ieri e meno di domani
amo SOLO te
forever and never
non ci sono appelli
non ci sono alternative...
PER SEMPRE!!!
...

eh eh
ma dài....

bise


appoggiare le mie labbra sulle tue

e vedere da lì il mondo che faccia fa...

giovedì 9 ottobre 2008

ventosa


voglio essere un post it
che si attacca e stacca
con una predominanza
di buffa volatilità...
chi potrebbe pretendere
da un post it
l'effetto attack
nessuno!
un post it è un post it...
è fatto per il bilico
è fatto per volanteggiare
forse anche viaggiare...
oh non è mica
meno sincero
meno sicuro
meno presente
anzi...
lo guardi ogni giorno in più
disponibile agli scarabocchi
agli appunti di sbiesso
davvero un bel tipo
dal temperamento un pò effimero,
vagabondo...
e poi lo porti dietro più facilmente
nessun spazio definitivo
adesivo ma non per sempre appiccicoso...
davvero adesso
mi tramuto in un post it...
una parte attaccata ed una che vola
come un ala, un angolo di aquilone,
qualcosa che il vento sa parlare
qualcosa che l'appoggiarsi lieve fa riconoscere
ogni nuovo luogo di arimo..
già già
eh eh
...

feedback



è davvero inutile sentire la tua mancanza...

bisogna farlo apposta...

eh eh

martedì 7 ottobre 2008

chanson rouge


Saranno tracce leggere
che farò lasciare dal tuo passo,
sulle nevi del mio vestito bianco,
sulle coltri del mio cuore rosso,
saranno tracce di merlo nero,
di passero biondo,
zampettanti allora
e ancora zampettanti…

nu


Le nuvole le puoi solo disegnare
E sai che i loro contorni non sono che un’astrazione della mente
Gli altri assomigliano alle nuvole,
come il vento,
con le velature,
con le increspature bianche,
e vengono assorbiti
dai desideri,
dai “voglio proprio te, adesso” che espandono il cuore
dai pensieri su di loro,
da quello che hai capito, distratti o meno,
dalle parole che non sanno dire tutto…
In fondo le nuvole, come gli altri,
sono sincere, non pretendono nel loro respiro di definire il cielo,
e solo per essere lì sospese
ti ribaltano l’azzurro vero fin dentro, fino in fondo,
fino a dove non ti ricordavi più d’esistere…
eh eh

venerdì 3 ottobre 2008

ach!!



un uomo aggrappato al lembo di un foglia
annaspa alla ricerca della sua beatitudine
si schiude
precipita
mentre due occhi variopinti disegnati sulle sue ali
agitano le lunghe pinne...

giovedì 2 ottobre 2008

grillo parlante

ti garantisco
che se tu camminassi
tra le schegge d'un cielo rimasto impigliato
tra le vertigini dei rami più alti
non avresti più bisogno di vestirti di follia
per sostenere il tuo amore
e il tuo silenzio

Oggi lei era vestita così

maglione kimono rosso papavero con cappuccetto a triangolo schiacciato
bottone grande centrale, con i due buchini come un nasetto,
sotto golfino stile gemello blu carta da zucchero,
gonna grigio perla al ginocchio in fresco di lana,
discretissima che fascia un paio di gambette spolverate da collant cipria almeno 20 den,
intrecciate e sottili con le onde leggere delle vene verdine in trasparenza...
scarpine decoltée, un nero opaco stile danza con tacco comodo da 5 cm,
borsa nera, rettangolare con manici sottili perfettamente rotondi,
in alto uno strepitoso cappellino semicolbacco nero,
con corona di pellicciotto riccio e raso che finisce sulle orecchie,
sopra un’acconciatura a chignon leggero di capelli biondo miele...
volto da ballerina russa original
ha circa l’età che superato i settanta…
più probabile un’ascendenza francaise per la rivista
dell’accompagnatrice, più giovane e italica...
labbra sottili tinte di rosso,
hanno gli angoli che guardano in giù,
occhi rotondi e vicini, scuro bachelite
di un profondo lucido,
e il naso allungato verso il basso,
perfetto e da manuale di scultura,
mani piccole dalle punte arrotondate
docili e gentili
come di caucciù rosa,
immancabile il sacchetto della farmacia
che spunta dalla borsa nera di raso..
non sorride spesso
ma quando lo fa
mantiene strette le labbra al centro, con un bacio rosso
e le rughette ai lati si accendono a raggiera, come in un guizzo di sole...
l’unico riflesso d’oro è la vera al dito…
non sembra inquieta o triste o rassegnata
semplicemente dà la sensazione di aspettare
forse un nuovo viaggio,
forse un altro pas à deux...

mercoledì 1 ottobre 2008

silenzio fatto di nuvole



l'ultima cosa che ho sentito
oggi,
sono stati i passi di corsa sulle scale...
poi, il silenzio
eh eh
oggi niente suono
rumori
strepiti
e grida...
scivolo, glisso,
ogni passo, ogni movimento
è fatto d'olio, di cera liquida,
lascio lunghe scie come le lumache...
ricerco allora le orme del tragitto
di ieri...
come imbastiture di filo,
in parte le ricalco, in parte mi intreccio
sembra fare l'orlo di me con la città...
e poi,
ancora,
strepitoso
silenzio...
vedo le cose che galleggiano
vedo nuvole di quello che doveva essere rumore
che si alzano dalle rotaie, dagli incroci...
c'è un impegno notevole di tutti a sostenere
così il contatto tra le superfici...
l'assenza del rumore
ha creato una distanza tra le cose
che sarà un'altra forma di intercapedine?
i colori e gli odori si azzuffano
per accaparrarsi lo spazio lasciato
libero dai suoni...
sssssss
neanche questo,
in fondo,
neanche un sibilo...
le sagome dei suoni si aggirano
vuote tra le cose,
sono buffe e un pò tenere
nel cercare di riempirsi di colore e di odore...
i colori infatti tentano ad espandersi,
il rosso del semafori ogni volta che si accende e spegne
sbuffa un pò di colore in più dai margini
come uno splash di pomodoro, di ciliegia
mentre l'odore delle macchine
prova a scimmiottare il rotolare delle gomme sul pavè
e si ingrugna di grigio...
e le persone?
che spettacolo...
niente più tacchetti che ciacolano sul pavimentato lucido
niente più soprabiti che strusciano sul giornale piegato sotto l'ascella
niente, solo sguardi silenziosi
solo cose fluttuanti
oggi è un giorno
che trasforma le cose in nuvole
eh eh

martedì 30 settembre 2008

lunedì 29 settembre 2008

into the wild


scendo giù
nel denso della terra di città
chiudo i miei occhi
scelgo il mio buio
alle luci bianco neon
della solita fermata di partenza
della metropolitana...
sono cieca oggi,
voglio sentire
con i piedi
con il naso
con le dita
voglio sentire
dove va il mio corpo senza guida...
mi ritrovo immediatamente
in un mondo interno,
una terra nascosta,
dove non ci sono più limiti
orizzonti, pareti...
solo un appoggiarsi, che diventa
nemico quando si apre in voragini improvvise
quando non sostiene più il volare dentro...
siamo tutti uno...
leggo queste parole nel mio muovermi...
con diverse densità,
con i vuoti e i pieni
con le voci e gli odori che si inseguono
che giocano a ce l'hai...
se rallento il mio camminare
riesco persino a sentire
i pensieri del mio vicino,
il suo respiro che spinge lontano
i sogni della notte...
se rallento il mio pensare
riesco persino a sentire
tutto quel movimento
di fluidi e di sciogliersi
quel prepararsi alla fuga
e all'inizio di una nuova
rappresentazione...

mercoledì 24 settembre 2008

derivati


DERIVATI


è una parola complessa, meglio, compressa, usata più comunemente nella versione plurale,
si accompagna alla congiunzione e con l'analogo significato di e compagnia bella.
Non per questo motivo si manifesta come associazione di due distinte parole.
DERI è di chiara derivazione germanica (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/L) e significa investigare, investigazione e di
VATE, traslitterazione da VATO, come vate resta la traduzione non significativa, al singolare maschile indovino, indovinare, a quello femminile no.

Da qui è chiaro che l'uso del vocabolo vuole aiutare nella definizione di una attività da esprimersi in compagnia con l'azione precisa di investigare in maniera tetesca le divinazioni (leggi azioni divine) possibili nell'esercizio dell'amicizia reciproca e auspicata.

punto.

promemoria


L'Osservatore influenza la cellula nervosa.

L'osservatore è responsabile
di collassare la funzione d'onda di probabilità
nella realtà della particella.

L'atto dell'osservazione
attiva le cellule nervose e produce pensiero.

L'attivazione può avvenire a diversi livelli
del potenziale quantico
ed è l'Osservatore a determinarlo.

punto.

'notte


si supera il momento
la sera
e non sai più dormire
si staccano sospiri di adrenalina pura
mi ritrovo a cercare
il bordo di dove finisce il cielo di questa notte
apro la finestra e il freddo e quel vento del nord
che salta l'autunno
mi circonda già d'inverno...

martedì 23 settembre 2008

upstream!


è in mattine come queste,
quando si scorre facilmente con il tram e il filobus
silenziando il traffico rasoterra della città
sulle nuvole dense e buie,
che fanno casa,
legno che brucia
e sogni che si aprono in alto,
è in mattine come queste che non so che amare...
guardo stranita la forma dei pensieri
di questo mio imbibermi da spugna,
di questo impregnarmi del delirio del mondo...
scivolo nelle parole dolci salate,
nelle sbilenche stropicciate al tatto
chè, vengono a sciami
con le piume ventose,
aggrappate ai ricci rossi di uva fragola, di blu scuro,
corrono, intatte, per evaporare altrove...
del loro dire e parlare
mi restano densi appiccicati e addosso
i contorni delle ombre
e mentre le tracce
riempiono i solchi di tutto quel svolazzare
io finisco, non alla fine,
di scegliere me...

domenica 21 settembre 2008

chi lo sa è bravo



dende dende david
dende dende de gori gori
sciù sciù baby
lola de mexico
scìmi scìmi
cocùa
scìmi scìmi
cua
scìmi scìmi
cocùa
scìmi scìmi
cua
...

e poi come continua...?
chi se lo ricorda?

martedì 16 settembre 2008

interc...


oggi mi occupo
dello sviluppo dell'intercapedine,
sì di quel giro di vuoto che circola intorno alla pelle,
inesorabilmente necessario a chi al mattino, uscendo
se l'è dimenticata di portarsela dietro, la pelle...
già, perchè maschere e epidermidi di rinoceronte
a volte non sono abbastanza,
e uno vorrebbe semplicemente sentire
senza essere insaguinato, nel contatto con il mondo, da se stesso, medesimo sè...
e poi questa benedetta cuticola
ha vantaggi vantaggiosissimi...
innanzitutto funziona come lente,
riflessante e riflessiva,
poi assicura la giusta distanza di messa a fuoco,
anche per i tipi più bellicosi che di fuoco hanno bisogno...
e poi dà all'insieme della silhouette un non so che di fascino eterico,
non del tutto da trascurare in sede di attrazioni e attriti...
insomma il vero ed autentico esercizio del vuoto,
un girotondo, un'alternativa quantica...
tutte quelle stringhe che si parallelizzano intorno,
tutto quel vorticare di informazioni, silenziossime
e vuotissime,
poi uno lo può personalizzare a piacimento, questo vuoto
lo può colorare, insaporire, condire, musicare, ciancischìare, insomma...
oh, non stiamo parlando mica di NULLA ma di VUOTO...
pieno vuoto, cioè vuoto pieno, vuoto totale, assoluto
e la distinzione fa la differenza, e notevole...
eh eh
eeeee è come essere circondati di lampadine...meglio
eeeee è come caramellarsi di vuoto analogico e sottovuoto digitale...
meglio,
eee è come se...
è abbastanza...
insomma...
eh eh

attr...


oggi gioco

tra l'attrito

e l'attrazione,

attraverso,

punto.

lunedì 15 settembre 2008

baobàb


...talmente sono grande che gli umani, dentro di me, costruiscono le case
e riescono a viverci...

...io ho sempre attratto l'attenzione degli uomini, forse per la mia maestosità e longevità...

...per me ogni anello che ho nel corpo è un ricordo vissuto.

wilderness

Sta arrivando la stagione giusta per farlo.
I boschi cominciano a girarsi sul fianco prima di assopirsi.
Il fervore dell'estate si sta per placare.
Il regno del silenzio è prossimo.

sabato 13 settembre 2008

d'altronde, è così


...poichè so che sono...
mi sia consentito
cospirare
e
affabilmente uccidere...

kill your darling

prima o poi,
perchè non è questione di tempo,
ma di quel movimento dell'anima,
impercettibile ai più,
che avvicina le cose al momento giusto,
prima o poi,
perchè non è questione di tempo,
succede che si incomincia a vedere
gli invisibili fili d'oro del lanciatore di coltelli
e allora a sentire davvero la vita...
e il sole che, fino a quel momento, ha giocato a girare intorno alla terra
riprende il suo posto al centro,
e noi con lui,
al centro di una verità letale,
appunto...
kill your darling, please,
senza fretta e senza paura,
di sbagliare, di perdere...
ma con la certezza che prima o poi...
eh eh
video

venerdì 12 settembre 2008

affatto diverso

Quando mi sdraio tra le foglie di un bosco
e guardo in alto attraverso la cupola istoriata dei rami non mi sento affatto diverso da quel bosco.
Non mi sento affatto diverso da quelle foglie.
Non mi sento affatto diverso da quelle radici.
Non mi sento affatto diverso da quei muschi.
Non mi sento affatto diverso da quella linfa.
Non mi sento affatto diverso da quel cielo.
Non mi sento affatto diverso da quell'erba.
Sento semplicemente che essi parlano attraverso di me.
Pensano attraversano di me.
Ascoltano attraverso di me.
Vedono attraverso di me.
Respirano attraverso di me.
Pulsano attraverso di me.
Sognano attraverso di me.
Io non sono altro che una delle forme della loro fluttuante, vibrante, silente, vigile, ininterrotta coscienza.
Sono costituito dalla stessa sostanza, dagli stessi elementi, dalla stessa luce,
dalla stessa penombra.
Minerale.
Vegetale.
Animale.
Minerale.
Vegetale.
Animale.
Minerale.
Vegetale.
Animale.
Non sono un ospite di questa Terra.
Io sono la Terra

come se


come se non fosse successo nulla...
se...
facciamo appunto come se...

...grazie di cuore
ai viandanti del vento
ai custodi delle tracce
ai sognatori
agli amanti
ai bugiardi, beffardi e traditori,
agli insolenti,
a quelli che condividono i segreti
solo tra la notte delle lenzuola,
a tutti quelli
che sono passati di qui e
che ritornando
vorranno condividere con me
l'illusione geniale di questo tempo...
so be!!

domenica 8 giugno 2008

domande


mi chiedono:
ma perchè sei felice?

ed io:
perchè no?


eh eh

dilui-azioni


prendo una parte di me e la diluisco in dieci parti di qui e ora
prendo una parte di quel qui e ora e lo diluisco in altre dieci parti di amore
prendo una parte di amore e la diluisco in dieci parti di mistero
prendo una parte di mistero e la diluisco in dieci parti di altrove
prendo dieci parti di altrove e lo diluisco in dieci parti di nonmiricordopiùcomesichiama...
vado avanti cosi fino a che non raggiungo quel grado di diluizione omeopatica tale che mi
permette di arrivare alla diluizione necessaria allo scopo,
ben sapendo che già alla quarta diluizione, di dieci in dieci , di me ponderalmente
non ci sarà più traccia ma solo l'avvicinamento asintotico al principio primo,
quello dell'inizio e della fine e di tutto quel che si sta nel mezzo...

eh eh

mercoledì 4 giugno 2008

conquisti per acquigli


ah, no, non mi manca niente,
e quello che non ho
posso trovarlo,
dove voglio...
nella pubblicità...
mi salva dal nulla
difatti, quando quelle rare volte
che sono a casa e accendo la tv,
vedo solo la pubblicità,
quella sì che è vera televisione....
quella sì che mi racconta le cose,
mi rassicura...
in fondo è diventata più reale del vero,
un superreale,
mica mi fido dei programmi d'intrattenimento,
di informazione, di giornalismo,
sono troppo umani,
quindi fallaci,
non possono dire il vero, sono relativi, molto relativi,
all'umano omino che li esprime, o all'umano omino editore,
o all'umano omino politico, sociologo, psicologo, ancor man,
show man, super man...
la pubblicità invece, è astrazione pura,
pura distillata visione del vero,
tutto lindo e pulito
persino nelle stalle della robiola manca la cacca,
forse la fanno riciclare mangiandola,
e poi ho il deodorante con le spugne dentro,
che mi assorbono il sudore puzzone lasciandomi dietro
una scia profumosa,
e poi c'ho l'assorbente per i flussi leggeri e pesanti,
quelli così o cosà,
e il salmone senza lische, che è meglio, così non sto a pulirlo,,
e lo sgrassatore che mi sgrassa le monetine così ritornano color rame,
e i pavimenti che mi fanno da specchio ai capelli ricci che più ricci non si può,
perchè io valgo,
e il televisore ultra mega plasma lcd con i liquidi e i cristalli
per i mondiali, con annesso climatizzatore da almeno 9000 btu (?),
e poi la macchina che vola e mi porta nel deserto,
ma a me non si appiccica neanche un granello,
ma se voglio i soldi c'ho pure quelli, con piccolissime rate mensili,
pure ai dipendenti e ai pensionati,
posso permettermi quello che non mi sono mai permessa,
perchè non avevo chiesto il permesso giusto,
ma adesso che me lo hanno dato, il permesso,
mi posso permettere tutta la libertà,
sottocosto, senza interessi, prima rata a gennaio 2009...

venerdì 30 maggio 2008

piedi, piante ed altre facezie


e viene l'estate
anche una sembra primavera
è sufficiente per incominciare a vedere
i piedi all'aria
acchiappati solo dai laccetti dei sandali e sandaletti
e i diti che escono fuori e le piante che diventano lerce
e i calcagni che si velano di fuliggine cittadina...
non male, penso, quando in tram si siede
la signora bellissima dalla pancia interessante e vistosa,
c'ha le infradito nere quasi da spiaggia e i piedi diventati lerci,
che mi fanno sorridere anzichè altro,
e mi ricordano i piedoni dei santi e degli apostoli di Caravaggio,
che pur santi e pur apostoli mantenevano i piedi lerci e pesanti,
c'è del realismo tenero in entrambi sia nei apostoli santi che nella signora bella,
che se fossi un altro Caravaggio le farei fare persino la Madonna
densa com'è di vita e di leggera follia...
ultimamente c'ho un concetto del pulito quanto meno anticonformista...
vedo sporche persone pulitissime, quasi in ordine maniacale
e miracolosamente linde persino quelle persone assolutamente riprorevoli
nella loro vita sociale...
dicevo c'è del realismo non del romanticismo, è importante la distinzione...
c'entra l'idea del vedo oltre, e dentro e dietro e sopra e sotto,
insomma del vedo e basta...
anche perchè è facile riconoscere la lordura finchè si tratta di piedi e di storie di cammini...
molto più opaco è ritrovare altre nascoste velature...
e alla sera non si riesce solo con una doccia profumata a cavarsela...
eh eh