mercoledì 28 ottobre 2009

smell good


cielo a tendine sulla città
esco di casa leggera
vesto di grigio e nero
come un insetto grosso e con le antenne...
sì perchè le antenne ce le ho davvero
e non sono solo i capelli scompigliati
quelli hanno una loro metafisica già più volte dimostrata
quasi oggettivamente tanto da subodorare la presenza
di una piccola carica che esplode da sotto per renderli..
non come napo orso capo..di più...
come angelo branduardi...di più...come la pubblicità dei jeans in b/n...
uguale...ma con angoli rasta grumosi e gnucchi come dico io...
dicevo le antenne...a volte vere e proprie parabole stile palomar...
e allora come si fa a non sognare
come si fa a non vedere immagini che si sovrappongono
come in un caledoscopio colorato
e allora poi anche la terra densa (la realtà come si dice comunemente)
ti dà subito uno spintone
perchè succede che appena scesa,
giusto il tempo di salutare il gatto b/n (non come la pubblicità ibidem)
padrone indiscusso del mio giardino pieno di deodara cedar tree,
alte fino in sopra ai miei capelli esplosi quando sono a casa
al terzo piano senza ascensore (che io chiamo l'ascesi al potala),
dicevo appena scendo..il gatto ed eccetera...
una bella zaffata di vaniglia mi circonda e mi accompagna
fino allo stargate del cancello che mi mette in strada...
saluto cappuccetto rosso parcheggiata comoda proprio lì davanti
(una fortuna rara e una comodità unica roba da non spostarla più)
eppoi un altro aiutino in metro dove sotto le luci belle della metro nuova,
una scia di profumo di gelsomini mi inonda il cuore...
avevo appena detto tra me e me "oggi è una giornata di abbracci"
e non solo di foreste da vedere negli alberi (espressione molte altre volte
usata e che è diventata ciccia in me)
avevo appena detto tra me e me
che gli occhi degli altri sembravano più luminosi degli altri giorni...
e che io agli odori profumi non so resistere...
sono proprio per me l'indicatore del cambiamento
mary poppins guardava la banderuola e il vento
io se sento e vedo gli odori e la luce in particolare attività
sento il cambiamento che arriva
e per me cambiare è sempre positivo
per una innata esperienza del mondo al limite dei mondi..
io so che avvengono cose belle..molto belle
e allora gioco e amo amo perdutamente...

ps qualcuno anche in ufficio l'ho trovato oggi da abbracciare...
ehehahahehahhahhahaha

so be!!!

lunedì 5 ottobre 2009

Newton's Cradle

venerdì 25 settembre 2009

unoesessanta

sono alta 1,60
al mattino un pò di più
la notte mi allunga,
alla sera un pò di meno,
la gravità,
le foglie che cadono...
almeno fino a che non mi faccio una doccia
e mi stiracchio un pò...
due piedi
due braccia
due gambe
due tette
due occhi
in mezzo a due orecchie
che sostengono un cervello
e soprattutto si distanziano dall'ippocampo
(!?)
sono umana
a volte umanoide
sub o iper o super all'occorrenza,
dimentico per ricordare,
amo per non perdermi,
una cosa la so,
sono alta 1,60 e
quando sono seduta,
essendo le sedie pubbliche tarate almeno sull'1.65,
hanno una loro ergonomia interiore,
tarate sulle sagome degli omini dei progetti di architettura,
non tocco con i piedi per terra,
io non sono ergonomica,
solo un po' autistica,
diprassica e simbolica
seguite da altre ica in fila indiana...
e simbolicamente qualche volta,
praticamente quasi sempre,
in tram,
sulla panchina del parco,
nei ristoranti
nei fast food
nei teatri nei cinema e
negli studi di medici,
di avvocati e notai,
dal commercialista,
dove per forza non ci siano sedie
all'altezza asilo montessori...
io non tocco con i piedi per terra...
vedo i piedi con il muso all'ingiù che sfiorano orgogliosi e fieri,
il suolo del pianeta Terra,
almeno loro senza sensi di colpa,
ma la pianta del piede no,
nemmeno mai il tallone...
e la tentazione è allora quella di mettere le gambe
in su, incrociate all'orientale,
che dopo anni di meditazione e di ripiegamenti su me stessa a contemplare
mi viene facile,
soprattutto più comodo che vedere penzolare i piedi nel vuoto...
per questo motivo a volte
il mio sedermi diventa sghembo
obliquo
scivolo col il sedere in avanti
mi affloscio come una virgola,
una parentesi venuta male...
ma per di più mi siedo sul bordo delle sedie
mi bilichizzo in un appoggio incerto...
l'altro giorno nel parco strafigo della city
ci ho provato,
con le mie scarpe bianche a strisce argento,
stavo leggendo,
di come scollegare la propria rete neurale (!?),
la panchina sverniciata e opaca di legno era anche
piuttosto comoda con le gambe incrociate sulle cosce,
ma è venuto un omino,
che già a distanza con la testa ciondolante mi faceva di no:

no, signorina non si può,
non si può mettere le scarpe sulle panchine
signorina non si deve,
anzi se proprio deve fare qualcosa
si adatti al decoro urbano...
ma non si guarda in giro, non vede cosa stanno costruendo,
non vede il grattacielo sguincio con i vetri verdini
che incombe sulla panchina dove sommariamente lei è seduta
e generosamente offerta dal progresso...
si contenga signorina e accetti il ciondolare
delle sue gambette nel vuoto
accetti di figurare in questo scenario
come un pupazzetto in un diorama...
stia lì composta con il suo yogurthino
con la sua schiscetta di frutta...
e non mi guardi così, quasi che fossi solo una sua allucinazione..
no, signorina non si può, non si deve fare...

sono alta 1,60 e dell'incerto ho fatto un orizzonte,
una solida striscia di percezione,
dell'appoggiarmi in bilico sul mondo
ne ho fatto un vanto,
una preghiera silenziosa di cambiamento,
di estasi deliranti nell'attraversamento di soglie,
di universi paralleli e oltre...

unoesessanta, il bordo della mia rincorsa al salto....
ahahahahaha

lunedì 21 settembre 2009

in posizione fetale


grande esercizio l'uso delle parole...
adesso mi ritrovo a testa in giù
come l'appeso dei tarocchi,
come in posizione fetale
mi manca poco per nascere
dico, mi preparo al salto,
penso, prima o poi passo di qui...
è un grandaffare danno le parole, alla mente, dico,
perchè corrono dietro ai pensieri con il fiatone
eppoi riescono si e no a dire qualcosa...
ma quando avviene però questo racconto, questo dire...
insomma per me c'è davvero l'estasi...
insomma non è che serve essere particolarmente sensibili
basterebbe essere umani...accesi...non dico illuminati...accesi...
come una candela, come una lucciola...
ma sì come una stella vista da lontano...
a testa in giù, con le gambe per aria e i piedi che toccano il cielo,
le parole sembrano più vicine, più facilmente acchiappabili,
forse perchè il pensieri si appoggiano tutti in testa,
scivolano in giù, o in su come si preferisce...
forse perchè le parole nascono dalla terra come le carote e le cipolle,
forse perchè io ci vedo meglio a testa in giù...
oltre alle parole in quella posizione riesco a vedere meglio gli altri...
ce ne sono molti in realtà che sembrano in piedi con la testa in aria e che
invece sono a testa in giù come me...
e allora scatta il sorriso di complicità
e allora si gioca a scambiarsi i biglietti di viaggio...
non servono neanche le frasi di circostanza..tipo come va?
tutto bene?
in quella posizione va tutto bene per forza...
ecco il perchè, credo, di tutto quel fascino degli antipodi che avevano gli antichi
(quali antichi?)...ma sì, gli antichi e basta...
in realtà poi uno finisce per pensare che il cambiamento inizi con l'essere
con la testa sottosopra
in posizione fetale
a testa in giù,
con il bozzolo e tutto quanto,
con il desiderio dell'essere crisalide
con la rassicurante bruchità assoluta...
eppoi, eppoi mi spiego...

mercoledì 16 settembre 2009

grigio tonale


cielo plumbeo oggi
e piove,
le nuvole basse che corrono
e la pioggia che corre con me
in questi giorni di acqua
la sera quando rientro a casa,
tra le pozzanghere e la radio accesa
e la mattina quando faccio dentro e fuori
dalle bocche nei marciapiedi della metrò...
bello il grigio,
in fondo non mi dispiace
questa vita in mezzo tra bianco e nero
il dignitoso bilico dei non colori...
i miei occhi verde azzurri mi colorano
comunque il mondo...
ehehhhe
eppòi vedo ascolto e annuso come non mai,
come non mai
e come una sensazione nuova
percepisco il vantaggio di stare qui e ora
come uno stupore definito
quacosa che tocco con le punte delle dita
qualcosa che è oggetto da stringere
e da assaggiare
sì, assaggio il tempo presente...
una bella cosa...
e la ricerca che si fa densa....dentro...
prima e poi,
mi fermerò in un angolo qualsiasi di questa città grigia,
mi fermerò a guardare ascoltare ed annusare
tutto ma anche
la gente che passa
che mi farà il conto dei fotogrammi di realtà
che riuscirò a percepire, a ricordare...
vedo pezzi di me ovunque
vedo in fondo solo quello che conosco bene...
un altro vantaggio...
quello che so lo metto dietro alle spalle
come il kway quando vai in montagna anche con il sole,
non si sa mai,
quello che so lo dimentico,
punto dritta, avanti...
e mi ricordo
solo di respirare
di amare e
di stare qui...
ancora un pò....

martedì 1 settembre 2009

come dire tutto bene


come dire...tutto bene...
seguo la luna e la luna segue me...
un'estate di luna
lunatica e lunosa
sullo sfondo rosa della camargue
dall'aria spugnosa e piena di toni di azzurro lilla e indaco...
una luna che si appoggia ai baci appoggiati ad un portico sugli ulivi
e una luna che mi segue nelle rincorse e nelle attese...
e io che so adesso aspettare più di prima,
perchè il non tempo a spirale mi tiene occupata nel sogno
chiudo gli occhi e vibro leggera, aliforme mi spiego
tra il papavero e la falena
tra l'alga bruna e la nuvola grossa...
luna e sogno
la banalità che inseguo
la patetica ripetizione del normale...
ahahahah
e adesso che so leggere dentro di me quelle tracce
che da anni come promemoria dimenticati tengo dentro
e adesso che so raccontare le storie e le facezie
del buio e della luce
e adesso proprio adesso prendo di nuovo lo zaino
che non ho sfatto del tutto
e prendo i sacchi a pelo e i materassini autogonfianti
e prendo tutto e riparto,
il mare, l'amore denso della vita incontro...
yeah
hai capito, no?

giovedì 30 luglio 2009

pronti via!

tolgo le macchie dal pavimento
preparo il tutto perchè in mia assenza
per la polvere ci sia un nuovo spazio
stiamo partendo...
fra poche ore una delle mie rincorse diventerà viaggio,
oserei dire abbraccio...
cappuccetto rosso è carica
ma abbastanza vuota da lasciare spazio al sogno...
non so cosa troveremo
non so il colore nuovo che il mio orizzonte prenderà
il segno che lasceranno i vestiti
quando mi aprirò gli occhi al sole, al cielo e alla pianura liquida ...
so soltanto che mi sposterò un pò più in là
dove il bordo del mondo segna la terra diversa dal mare...
una spinta come sull'altalena
al mio corpo, alla mia cappuccetto rosso
e al grande dade...

lunedì 20 luglio 2009

oggi oggi è proprio oggi....yeahh




Tutti conosciamo quella melodia che fa: "Tanti auguri a te!".
Giusto, proprio quella lì che dopo fa così: "Tanti auguri a te!".
Ma per cazzeggiar felici festeggiando con gli amici,
non basta solo un ritornello che per quanto bello è un po' fine a se stesso.
Ma a me è capitato un qualche cosa che ha del pazzesco.
- Dai la canto normale - Guardo sulla bancarella di quel rigattier al mercato di Bonn, sai ci trovi questo e quello da quel rigattier del mercato di Bonn.
E intravedo uno spartito, obsoleto e manoscrito, e incomincio a solfeggiare.
E in quell'istante ho capito di avere trovato l'anello mancante di questa catena di note incantate nei miei compleanni, vi giuro ho trovato per caso la strofa di "Tanti auguri a te".
Era un inedito di Beethoven che fa così:
Spegni bene le candele soffia, soffia, soffia sopra le candele!
Non cercare di scappare vieni a festeggiar con noi,
100 di codesti giorni non dimenticarlo mai.
No, no, no, no, non dimenticarlo mai, no, no, no, no, 100 di codesti giorni.
Non dimenticarlo mai, 100 di codesti dì.
Vieni qui, dove vai? È la tua festa.
Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri felici, tanti auguri a te.
Alles gute zum geburstag.
Happy birthday.
Quante sono le candele?
Una, 10, 100, 1000 le candele.
Le spegnerai - non posso Le spegnerai - non sento Il genetliaco.
Guarda qui, guarda là, è la tua festa.
Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri felici, tanti auguri a te.
Alles gute zum geburstag.
Alles gute zum geburstag.
Tanti auguri Beethoven,
e la torta a me

martedì 14 luglio 2009

scioperooooooooooooooooooooooo


http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/polemiche-intercettazioni/sciopero-dei-blog/sciopero-dei-blog.html

giovedì 9 luglio 2009

filastrocca baciata e strampalata


nella vita per la trama e l'ordito
c'entra la mano
ma soprattutto il dito
che indica la luna
ma poi uno vede solo la bruma
lì lontano sull'orizzonte
pur grande e grosso come un bisonte
che sacro non a caso era nell'america degli indiani
che nell'invisibile ci andavano senza mani
e non perchè fossero selvaggi
ma intelligenti e soprattutto saggi
la trama e l'ordito diventano un mantra
quando uno capisce che trama significa tantra...
ahahaha

martedì 7 luglio 2009

à gennarì...

gennarina non c'è più...
stamattina durante il temporale
ho raccolto con gli occhi solo il vuoto accanto alla bianchi di dade,
catena divelta e niente più bici per me...
insomma, uno si chiede perchè...
secondo me chiedersi perchè è inutile...
al limite il come, come mi serve tutto ciò e come posso
utilizzare questa energia che si è liberata con la mia
emozione...anche di essere violata e arrabbiata...
mio tuo a questo punto nostro, cioè nostra...
ma non basta perchè le cose le consideri tue e vorresti difenderle...
lo so ci sono cose più importanti che la storia di una bici rubata...
c'è gente che perde tutto per un terremoto e soprattutto per l'incuria
di chi ha accettato la nostra delega di controllare la nostra sicurezza...
c'è chi perde la libertà perchè ha un'idea diversa,
c'è chi perde la ragione perchè non ha voluto saputo difendere la sua integrità...
io non voglio difendermi, io non voglio avere paura se un ladro arriva fino alla soglia
del mio portone, fino in fondo al cortile dove abito da anni,
io voglio pensare che una ragione c'è,
ed è una ragione saggia che magari non comprendo o non sento ancora
ma la ricerca è sempre possibile e prima o poi succede sempre qualcosa di buono...
quando dài un nome alle cose poi ci si affeziona
io l'ho fatto per una bici ed era la prima volta...
c'è chi non lo fa per le persone per paura di sostenere un legame che non riconosce...
ciò mi fa sorridere perchè ci sono passata ed ho accettato cose
che adesso con una risata rispedirei subito al mittente...
secondo me quando chiami una cosa per il suo nome
questa fiorisce,
e fa fiorire nuovi significati dentro,
molte volte inaspettati,
davvero geniali...
uno poi non si affeziona tanto all'oggetto
che siccome è parte di una realtà illusoria
è sempre qualcosa di transitorio, effimero e in prestito,
uno si affeziona inconsciamente al significato che quella esperienza ci
porterà come bagaglio di consapevolezza...
gennarina ovunque sarà ha la mia energia di gioia e di libertà...
ed io farò il gioco di avere fatto un seminario approfondito
sul perdere e non perdersi,
sulla scarsità e sulla prosperità,
sul come e non sul perchè delle cose...

lunedì 6 luglio 2009

il grande cocomero, passando verso sud

ci pensiamo in bicicletta...
dade mi ricorda la promessa del giro in bici...
ormai gennarina la parcheggio sempre fuori...
mi risparmio ogni tanto la salita al potala domestico...
e via altra pedalata in giro per la città...
due criteri di ricerca:
fare strade sconosciute
prendere un gelato buono...
mi ritrovo a puntare verso sud
il pomeriggio è bello con le nuvole cicciotte che sembrano per me
sempre l'australia, perchè io in australia non ci sono stata
ma so che appena c'è un tipo di cielo mi risale fuori,
io in australia ci andrò anche solo per far guidare un camion col muso grande
a mia mamma che è il suo sogno di sempre, il camion e l'australia...
insomma punto verso sud, l'australia rimane in cielo...
il primo pomeriggio a milano vede poche persone in giro
e gli stranieri ormai indigeni di dove abito io girano con gli abiti lunghi e bianchi...
mi domando che a furia di non viaggiare è il viaggio che mi viene incontro
e mi basta una bici per accelerare un pò le cose...
punto verso sud, ancora, e come aveva previsto dade i pensieri si sgomitolàno con
lo scorrere della catena e del cambio delle marce...
l'estate reclama i suoi sogni ed io che di sogni mi sono fatta un vanto non
posso che occuparmene...
lungo il naviglio pavese mi accorgo che la città si fa più fiacca
le case di abbassano e il verde vuole a tutti i costi ricordare la campagna
ma mostri di impalcature di nuovi palazzi digrignano i denti...
per oggi solo per oggi credo sono salva e il verde c'è ancora...
pedalo e provo una nostalgia infinita...
mi viene in mente avalon
quando verso la fine del regno d'artù tutto sembrava perdersi nella nebbia
e ritrarsi più lontano...
un discorso lungo da farsi mentre si pedala...
in città bisogna evitare un pò di tutto,
marciapiedi e binari, tombini ed auto messe sulle ciclabili...
dade corre, lui corre sempre, pedala doppiandomi i tragitti...
lo vedo e lo perdo ma poi mi aspetta...
gli dico: andiamo a comprare l'anguria?
i piccoli supermercati della domenica
sono abitati da gente rilassata che non fa la spesa grossa
ma quella della memoria,
o dei gusti dell'ultimo momento,
dimentico che ho la bici
e torno a casa con un'anguria di sette chili nel cestino
e la spesa arroccata dietro...
ciliege, centrioli, uva bianca dell'italia, formaggio garda, ricotta e mortadella,
fromage de chèvre, un melone in offerta e un pane ai cereali...
io, dade, gennarina e l'australia in cielo e il grande cocomero nel cestino che ci sta un po stretto e che gentile con me, non si è fatto attendere...
ah la gioia delle bianche domeniche della mente...