venerdì 3 ottobre 2008

ach!!



un uomo aggrappato al lembo di un foglia
annaspa alla ricerca della sua beatitudine
si schiude
precipita
mentre due occhi variopinti disegnati sulle sue ali
agitano le lunghe pinne...

giovedì 2 ottobre 2008

grillo parlante

ti garantisco
che se tu camminassi
tra le schegge d'un cielo rimasto impigliato
tra le vertigini dei rami più alti
non avresti più bisogno di vestirti di follia
per sostenere il tuo amore
e il tuo silenzio

Oggi lei era vestita così

maglione kimono rosso papavero con cappuccetto a triangolo schiacciato
bottone grande centrale, con i due buchini come un nasetto,
sotto golfino stile gemello blu carta da zucchero,
gonna grigio perla al ginocchio in fresco di lana,
discretissima che fascia un paio di gambette spolverate da collant cipria almeno 20 den,
intrecciate e sottili con le onde leggere delle vene verdine in trasparenza...
scarpine decoltée, un nero opaco stile danza con tacco comodo da 5 cm,
borsa nera, rettangolare con manici sottili perfettamente rotondi,
in alto uno strepitoso cappellino semicolbacco nero,
con corona di pellicciotto riccio e raso che finisce sulle orecchie,
sopra un’acconciatura a chignon leggero di capelli biondo miele...
volto da ballerina russa original
ha circa l’età che superato i settanta…
più probabile un’ascendenza francaise per la rivista
dell’accompagnatrice, più giovane e italica...
labbra sottili tinte di rosso,
hanno gli angoli che guardano in giù,
occhi rotondi e vicini, scuro bachelite
di un profondo lucido,
e il naso allungato verso il basso,
perfetto e da manuale di scultura,
mani piccole dalle punte arrotondate
docili e gentili
come di caucciù rosa,
immancabile il sacchetto della farmacia
che spunta dalla borsa nera di raso..
non sorride spesso
ma quando lo fa
mantiene strette le labbra al centro, con un bacio rosso
e le rughette ai lati si accendono a raggiera, come in un guizzo di sole...
l’unico riflesso d’oro è la vera al dito…
non sembra inquieta o triste o rassegnata
semplicemente dà la sensazione di aspettare
forse un nuovo viaggio,
forse un altro pas à deux...

mercoledì 1 ottobre 2008

silenzio fatto di nuvole



l'ultima cosa che ho sentito
oggi,
sono stati i passi di corsa sulle scale...
poi, il silenzio
eh eh
oggi niente suono
rumori
strepiti
e grida...
scivolo, glisso,
ogni passo, ogni movimento
è fatto d'olio, di cera liquida,
lascio lunghe scie come le lumache...
ricerco allora le orme del tragitto
di ieri...
come imbastiture di filo,
in parte le ricalco, in parte mi intreccio
sembra fare l'orlo di me con la città...
e poi,
ancora,
strepitoso
silenzio...
vedo le cose che galleggiano
vedo nuvole di quello che doveva essere rumore
che si alzano dalle rotaie, dagli incroci...
c'è un impegno notevole di tutti a sostenere
così il contatto tra le superfici...
l'assenza del rumore
ha creato una distanza tra le cose
che sarà un'altra forma di intercapedine?
i colori e gli odori si azzuffano
per accaparrarsi lo spazio lasciato
libero dai suoni...
sssssss
neanche questo,
in fondo,
neanche un sibilo...
le sagome dei suoni si aggirano
vuote tra le cose,
sono buffe e un pò tenere
nel cercare di riempirsi di colore e di odore...
i colori infatti tentano ad espandersi,
il rosso del semafori ogni volta che si accende e spegne
sbuffa un pò di colore in più dai margini
come uno splash di pomodoro, di ciliegia
mentre l'odore delle macchine
prova a scimmiottare il rotolare delle gomme sul pavè
e si ingrugna di grigio...
e le persone?
che spettacolo...
niente più tacchetti che ciacolano sul pavimentato lucido
niente più soprabiti che strusciano sul giornale piegato sotto l'ascella
niente, solo sguardi silenziosi
solo cose fluttuanti
oggi è un giorno
che trasforma le cose in nuvole
eh eh

martedì 30 settembre 2008

lunedì 29 settembre 2008

into the wild


scendo giù
nel denso della terra di città
chiudo i miei occhi
scelgo il mio buio
alle luci bianco neon
della solita fermata di partenza
della metropolitana...
sono cieca oggi,
voglio sentire
con i piedi
con il naso
con le dita
voglio sentire
dove va il mio corpo senza guida...
mi ritrovo immediatamente
in un mondo interno,
una terra nascosta,
dove non ci sono più limiti
orizzonti, pareti...
solo un appoggiarsi, che diventa
nemico quando si apre in voragini improvvise
quando non sostiene più il volare dentro...
siamo tutti uno...
leggo queste parole nel mio muovermi...
con diverse densità,
con i vuoti e i pieni
con le voci e gli odori che si inseguono
che giocano a ce l'hai...
se rallento il mio camminare
riesco persino a sentire
i pensieri del mio vicino,
il suo respiro che spinge lontano
i sogni della notte...
se rallento il mio pensare
riesco persino a sentire
tutto quel movimento
di fluidi e di sciogliersi
quel prepararsi alla fuga
e all'inizio di una nuova
rappresentazione...

mercoledì 24 settembre 2008

derivati


DERIVATI


è una parola complessa, meglio, compressa, usata più comunemente nella versione plurale,
si accompagna alla congiunzione e con l'analogo significato di e compagnia bella.
Non per questo motivo si manifesta come associazione di due distinte parole.
DERI è di chiara derivazione germanica (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/L) e significa investigare, investigazione e di
VATE, traslitterazione da VATO, come vate resta la traduzione non significativa, al singolare maschile indovino, indovinare, a quello femminile no.

Da qui è chiaro che l'uso del vocabolo vuole aiutare nella definizione di una attività da esprimersi in compagnia con l'azione precisa di investigare in maniera tetesca le divinazioni (leggi azioni divine) possibili nell'esercizio dell'amicizia reciproca e auspicata.

punto.

promemoria


L'Osservatore influenza la cellula nervosa.

L'osservatore è responsabile
di collassare la funzione d'onda di probabilità
nella realtà della particella.

L'atto dell'osservazione
attiva le cellule nervose e produce pensiero.

L'attivazione può avvenire a diversi livelli
del potenziale quantico
ed è l'Osservatore a determinarlo.

punto.

'notte


si supera il momento
la sera
e non sai più dormire
si staccano sospiri di adrenalina pura
mi ritrovo a cercare
il bordo di dove finisce il cielo di questa notte
apro la finestra e il freddo e quel vento del nord
che salta l'autunno
mi circonda già d'inverno...

martedì 23 settembre 2008

upstream!


è in mattine come queste,
quando si scorre facilmente con il tram e il filobus
silenziando il traffico rasoterra della città
sulle nuvole dense e buie,
che fanno casa,
legno che brucia
e sogni che si aprono in alto,
è in mattine come queste che non so che amare...
guardo stranita la forma dei pensieri
di questo mio imbibermi da spugna,
di questo impregnarmi del delirio del mondo...
scivolo nelle parole dolci salate,
nelle sbilenche stropicciate al tatto
chè, vengono a sciami
con le piume ventose,
aggrappate ai ricci rossi di uva fragola, di blu scuro,
corrono, intatte, per evaporare altrove...
del loro dire e parlare
mi restano densi appiccicati e addosso
i contorni delle ombre
e mentre le tracce
riempiono i solchi di tutto quel svolazzare
io finisco, non alla fine,
di scegliere me...

domenica 21 settembre 2008

chi lo sa è bravo



dende dende david
dende dende de gori gori
sciù sciù baby
lola de mexico
scìmi scìmi
cocùa
scìmi scìmi
cua
scìmi scìmi
cocùa
scìmi scìmi
cua
...

e poi come continua...?
chi se lo ricorda?

giovedì 18 settembre 2008