
è in mattine come queste,
quando si scorre facilmente con il tram e il filobus
silenziando il traffico rasoterra della città
sulle nuvole dense e buie,
che fanno casa,
legno che brucia
e sogni che si aprono in alto,
è in mattine come queste che non so che amare...
guardo stranita la forma dei pensieri
quando si scorre facilmente con il tram e il filobus
silenziando il traffico rasoterra della città
sulle nuvole dense e buie,
che fanno casa,
legno che brucia
e sogni che si aprono in alto,
è in mattine come queste che non so che amare...
guardo stranita la forma dei pensieri
di questo mio imbibermi da spugna,
di questo impregnarmi del delirio del mondo...
scivolo nelle parole dolci salate,
nelle sbilenche stropicciate al tatto
chè, vengono a sciami
con le piume ventose,
aggrappate ai ricci rossi di uva fragola, di blu scuro,
corrono, intatte, per evaporare altrove...
del loro dire e parlare
mi restano densi appiccicati e addosso
i contorni delle ombre
e mentre le tracce
riempiono i solchi di tutto quel svolazzare
io finisco, non alla fine,
di scegliere me...
di questo impregnarmi del delirio del mondo...
scivolo nelle parole dolci salate,
nelle sbilenche stropicciate al tatto
chè, vengono a sciami
con le piume ventose,
aggrappate ai ricci rossi di uva fragola, di blu scuro,
corrono, intatte, per evaporare altrove...
del loro dire e parlare
mi restano densi appiccicati e addosso
i contorni delle ombre
e mentre le tracce
riempiono i solchi di tutto quel svolazzare
io finisco, non alla fine,
di scegliere me...





