martedì 23 settembre 2008

upstream!


è in mattine come queste,
quando si scorre facilmente con il tram e il filobus
silenziando il traffico rasoterra della città
sulle nuvole dense e buie,
che fanno casa,
legno che brucia
e sogni che si aprono in alto,
è in mattine come queste che non so che amare...
guardo stranita la forma dei pensieri
di questo mio imbibermi da spugna,
di questo impregnarmi del delirio del mondo...
scivolo nelle parole dolci salate,
nelle sbilenche stropicciate al tatto
chè, vengono a sciami
con le piume ventose,
aggrappate ai ricci rossi di uva fragola, di blu scuro,
corrono, intatte, per evaporare altrove...
del loro dire e parlare
mi restano densi appiccicati e addosso
i contorni delle ombre
e mentre le tracce
riempiono i solchi di tutto quel svolazzare
io finisco, non alla fine,
di scegliere me...

domenica 21 settembre 2008

chi lo sa è bravo



dende dende david
dende dende de gori gori
sciù sciù baby
lola de mexico
scìmi scìmi
cocùa
scìmi scìmi
cua
scìmi scìmi
cocùa
scìmi scìmi
cua
...

e poi come continua...?
chi se lo ricorda?

giovedì 18 settembre 2008

martedì 16 settembre 2008

interc...


oggi mi occupo
dello sviluppo dell'intercapedine,
sì di quel giro di vuoto che circola intorno alla pelle,
inesorabilmente necessario a chi al mattino, uscendo
se l'è dimenticata di portarsela dietro, la pelle...
già, perchè maschere e epidermidi di rinoceronte
a volte non sono abbastanza,
e uno vorrebbe semplicemente sentire
senza essere insaguinato, nel contatto con il mondo, da se stesso, medesimo sè...
e poi questa benedetta cuticola
ha vantaggi vantaggiosissimi...
innanzitutto funziona come lente,
riflessante e riflessiva,
poi assicura la giusta distanza di messa a fuoco,
anche per i tipi più bellicosi che di fuoco hanno bisogno...
e poi dà all'insieme della silhouette un non so che di fascino eterico,
non del tutto da trascurare in sede di attrazioni e attriti...
insomma il vero ed autentico esercizio del vuoto,
un girotondo, un'alternativa quantica...
tutte quelle stringhe che si parallelizzano intorno,
tutto quel vorticare di informazioni, silenziossime
e vuotissime,
poi uno lo può personalizzare a piacimento, questo vuoto
lo può colorare, insaporire, condire, musicare, ciancischìare, insomma...
oh, non stiamo parlando mica di NULLA ma di VUOTO...
pieno vuoto, cioè vuoto pieno, vuoto totale, assoluto
e la distinzione fa la differenza, e notevole...
eh eh
eeeee è come essere circondati di lampadine...meglio
eeeee è come caramellarsi di vuoto analogico e sottovuoto digitale...
meglio,
eee è come se...
è abbastanza...
insomma...
eh eh

attr...


oggi gioco

tra l'attrito

e l'attrazione,

attraverso,

punto.

lunedì 15 settembre 2008

baobàb


...talmente sono grande che gli umani, dentro di me, costruiscono le case
e riescono a viverci...

...io ho sempre attratto l'attenzione degli uomini, forse per la mia maestosità e longevità...

...per me ogni anello che ho nel corpo è un ricordo vissuto.

wilderness

Sta arrivando la stagione giusta per farlo.
I boschi cominciano a girarsi sul fianco prima di assopirsi.
Il fervore dell'estate si sta per placare.
Il regno del silenzio è prossimo.

sabato 13 settembre 2008

d'altronde, è così


...poichè so che sono...
mi sia consentito
cospirare
e
affabilmente uccidere...

kill your darling

prima o poi,
perchè non è questione di tempo,
ma di quel movimento dell'anima,
impercettibile ai più,
che avvicina le cose al momento giusto,
prima o poi,
perchè non è questione di tempo,
succede che si incomincia a vedere
gli invisibili fili d'oro del lanciatore di coltelli
e allora a sentire davvero la vita...
e il sole che, fino a quel momento, ha giocato a girare intorno alla terra
riprende il suo posto al centro,
e noi con lui,
al centro di una verità letale,
appunto...
kill your darling, please,
senza fretta e senza paura,
di sbagliare, di perdere...
ma con la certezza che prima o poi...
eh eh

venerdì 12 settembre 2008

affatto diverso

Quando mi sdraio tra le foglie di un bosco
e guardo in alto attraverso la cupola istoriata dei rami non mi sento affatto diverso da quel bosco.
Non mi sento affatto diverso da quelle foglie.
Non mi sento affatto diverso da quelle radici.
Non mi sento affatto diverso da quei muschi.
Non mi sento affatto diverso da quella linfa.
Non mi sento affatto diverso da quel cielo.
Non mi sento affatto diverso da quell'erba.
Sento semplicemente che essi parlano attraverso di me.
Pensano attraversano di me.
Ascoltano attraverso di me.
Vedono attraverso di me.
Respirano attraverso di me.
Pulsano attraverso di me.
Sognano attraverso di me.
Io non sono altro che una delle forme della loro fluttuante, vibrante, silente, vigile, ininterrotta coscienza.
Sono costituito dalla stessa sostanza, dagli stessi elementi, dalla stessa luce,
dalla stessa penombra.
Minerale.
Vegetale.
Animale.
Minerale.
Vegetale.
Animale.
Minerale.
Vegetale.
Animale.
Non sono un ospite di questa Terra.
Io sono la Terra

come se


come se non fosse successo nulla...
se...
facciamo appunto come se...

...grazie di cuore
ai viandanti del vento
ai custodi delle tracce
ai sognatori
agli amanti
ai bugiardi, beffardi e traditori,
agli insolenti,
a quelli che condividono i segreti
solo tra la notte delle lenzuola,
a tutti quelli
che sono passati di qui e
che ritornando
vorranno condividere con me
l'illusione geniale di questo tempo...
so be!!