domenica 14 febbraio 2010

venerdì 12 febbraio 2010

ranuncoli rossi...rossi a chi?



ho poco tempo,
devo rincorrere...
bianco, bianco, biancoconigliooooooo....
il pc mi dice di dover restartare il tutto...
io mi aggrappo ai ranuncoli finti e rossi,
nel vaso dell'ufficio,
sono stati adottati dall'abbandono del precedente inquilino
e da allora li ho messi nel vaso a guardare fuori,
non si sa mai cosa può arrivare dall'orizzonte,
una magia, un cambiamento....
e aspetto soprattutto, che l'ultimo riflesso di caco del cielo
si mischi nella riga grigia dell'orizzonte...
apro e chiudo le dita e gli occhi...
sogno la matita che si tempera seguendo quelle
sottili nervature del legno...
stamattina pensavo all'uomo come albero,
ma non solo perchè aprendo le braccia verso il cielo
fa il verso appunto dell'albero,
ma perchè quando cresce, cresce anche lui con i cerchi attorno...
e allora mi è venuto in mente il perchè
di come io riesca a vedere molte volte il ricordo o la forma o l'ologramma
del bambino anche in un vecchio anziano che trascina l'ombrello sul marciapiede
o nel bambino che aiuta la mamma a fare la spesa al super
il vecchietto che giocherà a bocce in una domenica di ottobre...
vedo i cerchi concentrici delle persone tutti insieme lì,
senza tempo,
e a volte mi confondo
perchè vedo qualcosa che per me è sempre presente,
sempre lì che scorre un pò concentrico a se stesso,
e ovvio che la visione dell'altro è quella che dice oggi ho questi anni,
anche se dentro mi sento come quando ero giovane...
appunto...è perchè lo sei...dico io...
...
ritorno e calmo quella fretta dei pensieri
che scorrono e di cui vedo solo la luce del fanalino di coda
alla limatura delle matite
e all'odore della mina colorata che diventa polvere...
quante punte di quante mine ho raccolto...
una volta al Figini, un mio collega minuto e ordinato
ho raccontato la storia delle mine che raccoglievo,
come tutti, da piccola,
e lui il giorno dopo è arrivato con una portamine rossa,
di quelle da ufficio dove si usava ancora la carta copiativa,
e la matita da un lato rossa e dall'altra blu,
con appiccicata una piccola etichetta bianca ricoperta di scotch
con scritto a penna "rak",
come se mi servisse innanzi tutto di non dover dimenticare il mio nome,
uno dei tanti...
secondo me le matite ricordano i ricordi dell'albero da cui vengono
e li trasmettono alle anime delle mine colorate e non
e così conservando almeno quelle punte che cadono
qualche voce colorata si riesce pure a recuperare,
tanto a me i frammenti piacciono,
dal caledoscopio in avanti
tutta la vita per me è una girandola di fotogrammi...
restart now?
yes I do...

mercoledì 10 febbraio 2010

guarda in su, guarda in giù...


ah si,... lo devo dire...
a volte non mi sembra tanto naturale
essere con i piedi per terra e la testa in aria
col il cielo in su e la terra in giù...
mi verrebbe da riposarmi alla rovescia...
qui non c'entrano appesi di tarocchi
nè tantomeno pipistrelli
nè batman oscuri nè santimbanchi...
non è tanto comodo
il cielo è pesante di sopra
e le scarpe scivolano dense sopra il terreno
eppoi le filastrocche fanno un pò le schizzinose a scendere giù...
e non si concedono
come il vento con le foglie
come le nuvole con il cielo
come il polline con i fiori
come i sogni al buio nella notte...

eccone una un pò stropicciata

dimmi chi sei dietro la faccia
dimmi di quegli occhi profondi che sanno di tanto
di quei riccioli scuri dal profumo profondo
un pò di olio, rosmarino e focaccia
aspetto che il fuoco giochi da indovino
dimmi chi sei e ti faccio un inchino

almeno se fossi alla rovescia me le troverei tra i piedi...
i piedi che si bluizzerebbero un pò ed io sarei contenta
ancora di più di quanto lo sono adesso con i capelli in aria
...

olè

lunedì 1 febbraio 2010

promemoria


segni segni che sguazzano dentro e fuori la mente
ormai mi sono abituata
o scrivo così
o vengono fuori i scarabocchi sulle carte sparse
eppoi arriva il vento e se le porta via
ed io mi tramuto nel bianconiglio sempre in giro a raccattare tempo e fogli volanti...
a volte i pensieri sono talmente veloci che mi tocca
rallentarmi un pò facendo qualcosa con le mani
che ne so lavare piatti mettermi a stirare
prendere la macchina e macinare strade cn strisce bianche e gialle a lato...
e perchè sono densa di stimoli costanti
costanti e allora evviva i promemoria
la rincorsa dei fogliettini gialli che appendo ovunque
anche adesso mi sembra di scrivere come quando
prepari la pasta e fagioli e non hai la pasta sbrecciata e
allora prendi tutti i rimasugli e rompi con lo schiacciatutto
e fai la pasta a pezzetti
anche adesso preparo un pezzo di promemoria
mentre il cielo dal 7° piano scivola giù nel tramonto liquido
a volte ho persino la sensazione che il sole mi tramonti dentro
per continuare la sua corsa perchè io mi sveglio
quando cade la sera e entro in uno stato diverso di veglia
e allora sempre allora incomincio a sentire
gli strali di una sorte NON oltraggiosa ma benefica...
anche questa storia del sentire bisognerebbe impegnarsi ad indagarla...
il sentire per me è innanzi tutto relativo
ad ognuno di noi
e adesso mi viene da fare un elenco di relatività del sentire che inizia con
è relativo perchè:
- esite solo la propria soggettività
- con la storia dei neutrini che rimbalzano di qui e di là nell'universo come faccio a sapere in maniera oggettiva che sono separata dal tutto?
- anzi non sono separata un bel niente e quindi quello che sento sono io o il mondo?
- quanti io ci sono dentro di me?
- quando sento che sono io a che io mi riferisco?
- di ii ce ne sono tanti milioni di milioni ed io che mi preoccupo a fà
- io sono si dice anche come essi sono e ci sarà un perchè
- adesso più che mai posso apprezzare molto la relatività dell'io
proprio perchè ci sono stati bei cambiamenti ieschi
- quando l'io muore cioè in realtà si trasforma in un altro modo
più efficace di essere io..io sento cose diverse
- quindi il sentire è relativo al proprio grado di consapevolezza
che non si può misurare in quantità di avere ma si può solo
coniugare come un verbo di cui noi siamo abbondantemente dotati
- quindi il sentire si può coniugare con il verbo essere
e se l'io muore io posso dire semplicemente IO SONO
e finisce là...secondo me in musica...
adesso mi ritrovo la pasta per i fagioli
tutto questo nello spazio di una nuova tramontata di sole
che mi ha attraversato l'anima...
olè

giovedì 21 gennaio 2010

nefas: kara kara kara MEeeeeee

nefas: kara kara kara MEeeeeee

kara kara kara MEeeeeee

piedi ben piantati
rigorosamente nudi
fa gelo sotto i piedi
ma il tatami attutisce il freddo
oltre che il rumore e le cadute...
il kimono ha senso,
non copre dal freddo ma mi dà
una forma e sicurezza...
piedi ben piantati, dicevo
quando scendi e pieghi la gamba il tuo ginocchio deve essere
parallelo all'alluce..
(la voce la sento il mio corpo sembra fatto di parti autonome
non coordinate forse legate con il filo dei burattini),
pugno chiuso ma fluido nocche in linea pollice sicuro all'indentro
sguardo fisso,
(guardo le miniature naif con i colori accesi del verde e delle
forme arrotondate e mi sembra di essere là tra le neve cicciotta
e le case basse e i fiori a puntini colorati)
la cintura nera quarto dan di karate,
un mito di donna appena reclutata per i mondiali,
è dolce ma inflessibile,
l'adoro profondamente,
perchè mi ha raccattato tra i corridoi del lavoro
e sbattuto a provare nello scantinato
le forme fisiche del suo giapponese shotokan
che mi sembra
una giusta cantilena...
(os...io risponderei: damatra...
è dolce ma se si incazz...
disciplina...
ricorda, mi dico, ci vuole disciplina attenzione,
non ti piaceva forse l'arte dell'agguato
questa è il tuo nuovo maestro
e tu sei pronta come allieva?
oh... dico a te esci... del quadro naif e concentrati
clowna folle che non sei altro...)
geri è calcio
tanti calci, tanti geri
piega le ginocchia i piedi e le gambe non allineati
ma devi stare in equilibrio 50 e 50 tra l'avanti e dietro
(io penso tra passato e futuro e il presente che torna)
il braccio con il pugno all'altezza dello sterno
il polso in linea se non ti fai male
ricorda la fluidità e non c'è bisogno di aggressività
non si deve aver paura
impara a difendere il tuo ma
(mi ricorda qualcosa ehe he tutta l'idea del proprio nucleo energetico)
difesa aperta, scivola con i piedi toccando le ginocchia
se puoi girati e copriti la faccia con la mano
sempre pronta all'ascolto di chi hai davanti
non aver paura di toccare il tuo avversario
se fosse un aggressore devi pensare di avere un contatto
con lui per allontanarti e per difenderti
(già la paura, già è proprio buio la paura è proprio assenza di amore)
amare l'avversario perchè ha paura, la mia paura?
(continua...certo che continua)

ahahhahahaha

martedì 8 dicembre 2009

il tuttoattaccato


ritorno, con la pioggia
sull'autostrada,
i vetri appannati rallentano le svolte,
a volte addirittura le fanno proprio saltare,
e le deviazioni che ti aspettano dopo,
girano in tondo per farti ritornare,
girano in tondo come i pensieri,
che sono solo appoggi, solo appoggi temporanei...
dicevo, torno in città dopo quei giorni
di domande, di neve bianca,
di odore di fiume,
di sassi che facevano le bolle da sotto,
insieme ai pesci blu come il vetro dell'acqua,
che di su conteneva i miei lenti passi sul ponte sassoso ad aspettare
il tramonto color caco...
uno dovrebbe proprio abituarsi al viaggiare,
a sdrotolarsi nel senso della vita,
nel senso anche come direzione,
abituarsi all'idea di sciogliersi nel...come dire....
nel qualcosa che c'è...che ci è...
adesso, per esempio, so che ho percorso
quei sentieri, quelle strade, solo perchè il viaggio
si è lasciato segnare dal tempo del tergicristalli,
e il contachilometri mi ha sollevato dall'usare le dita per contare,
ma la sensazione è più quella
che insieme al qui c'è quel sussurrare lento ed inesorabile del grande boh,
e più che lo spazio-tempo da gestire
io mi ritrovi inesorabilmente a balbettare
nelle dimensioni del tempo-spazio,
in un'inversione costante di esser-ci in qualcosa che non ha
contorni di parole, ma riempie il vuoto...
uno poi ne parla per affrancarsi subito dal:
siccome non lo detto vuol dire che non esiste,
infatti, infatti,
voglio che la parola faccia fiorire,
voglio nutrire di nuove consonanti e vocali
quel tempospazio, quel nuovo senso ripete ad alta voce il nome e
se mi accontento di affacciarmi ancora lì al bordo dell'inversione,
del ritorno, dell'oplà,
lo faccio perchè so che il bordo c'è,
ma c'è anche la garanzia del tuttoattaccato,
un tuttoattaccato, tra il qui e il là,
che risolve le questioni sospese,
e quegli amori che hanno i capelli annodati,
e quelle domande stropicciate che masticano male le risposte,
e tutte quelle distanze che illudono gli uni e gli altri,
nell'essere così uni e così altri,
s e n z a s o l u z i o n e d i c o n t i n u i t à
mi ripeto lenta, nel mio essere lumaca, con tanto di traccia a bava,
tanto per non smettere...

venerdì 4 dicembre 2009

l'uomo dei cachi che volano


cielo color caco
sulla mia strada
pure le stradine laterali
si riflettono nell'arancione...
pensieri arancioni
sogni arancioni
come quelli che facevo nella cameretta
della mia infanzia
di un arancione fortissimo
come se fossi cresciuta in mezzo
a un delirio di aranciata
e ancora mi ritrovo l'arancione nelle tasche
che richiama tutti i colori
da spalamare sulle facce
sulla pelle di camaleonte...
mi piacerebbe saper raccontare
una storia con un omino che per essere
decide di fare il venditore di cachi...
quelli morbidi di arancione scuro
quelli vaniglia arancione chiaro con i semi
lucidi e marroni
e quelli mela arancione a metà
tra lo scuro e il chiaro...
io un uomo dei cachi l'ho conosciuto
davvero, non li vendeva ma
ne parlava spesso
soprattutto quando si avvicinava l'autunno
rosso degli aceri accesi
soprattutto quando tornavo
dal luogo dei faggi dietro i cancelli dell'ospedale...
quasi all'ora del tramonto
come oggi con cielo stracciato di arancione..
e mi raccontava della struggente nostalgia
che i cachi gli portavano
ogni caco un pezzo di racconto
ogni racconto un caco che veniva con delicatezza mangiato...
nostralgia o malinconia non so,
per qualcosa di perduto e che non veniva mai in mente
ma aveva a che fare con il suo essere bambino di allora
dove era facile confondere
l'albero di natale con quello senza foglie
arancione dai cachi appesi,
un uomo insomma che annegava nella struggente
dolcezza del caco, nella sua morbida materia
per ritrovare quell'amore perduto
per quello che sciogliendosi
colmava tutta la poesia del cuore...
ah con questo cielo chissà se...

mercoledì 2 dicembre 2009

....in con su per tra fra......


lascio tracce
controllo tracce
e poi cancello
guardo la luna,
era ieri ma è anche oggi,
stretta nel cielo
mantiene il tondo
aperto dei miei occhi
seguo come un gatto con la mosca i miei pensieri
mi sento altrettanto pelosa ed arruffata quando sale il vento
mi dilato il solito espandersi
in realtà serve solo per il vento per respirare meglio...
non guardo lo specchio, ma lo so che mi sono trasformata,
dalle zampe con i cuscinetti rosa so che posso
aspettarmi salti mortali...
e allora di nuovo la mort, cioè l'ame hors
e l'anima chiamata viene fuori
al mio scoperto
al mio cospetto
e allora
schizzo via nei sogni e nelle veglie,
gli occhi chiusi,
rimango, seguo il calore
seguo quei contorni di pelle che mi servono per interagire
ancora un pò col mondo
e la luce che traspare ogni volta che mi ravvivo i capelli rouge
mi fa ricordo di un tempo che gira intorno
spaiato a volte dal presente...
parlo parlo e parlotto
mi serve un piccolo pulpito
almeno in uno spazio unico
per un pò certo nell'incerto
sosterebbe questo fiume e questa lava che scorre
lascio tracce lo so, ma non mi giro,
non serve me le ritrovo di fronte, sempre,
fresche come la saliva che ha inumidito le labbra
appena ho girato l'angolo e quel tram che non smette di passare...
ed io che non inizio mai a rincorrerlo...
quello le tracce ce l'ha dritte lucide e di metallo,
una sicurezza per quei pensieri che continuano a scorrere...
ma le stelle esistono veramente o sono i soliti buchi del cielo
o sono quello che rimane di una me del passato...
chi è passato?
ah niente di nessuno
niente per cui vantarsene
sono solo tracce
solo tracce di sole...
ho detto soooooooooooleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee !!!

giovedì 19 novembre 2009

avviso ai naviganti


dicasi informazioni di confine

tutto ciò che mi arriva dal bordo

delle persone e finisce dentro

lunedì 16 novembre 2009

haiku metropolitano 2


foglie gialle

e addormentate

odore di legna

nell'aria bianca

bosco stropicciato

nelle mie tasche

martedì 10 novembre 2009

haiku metropolitano


guardando

attraverso le foglie

di un acero rosso

sospetto un agguato blu

del cielo...