sabato 11 ottobre 2008

Pa-ra-da


difficile da dire...
un film che mi ha fatto di ancora di più, riflettere sulla differenza tra reale e vero,
che non sono sinomini, almeno per me....
il reale è ciò che è frutto della mia percezione della vita, che è frutto di quello che mi sono abituata a percepire attraverso l'esperienza, che è frutto di quello che ho accettato dall'esterno come vero, i condizionamenti dell'ambiente, della famiglia, del mondo..
reale è tutto il complesso delle mie convinzioni che a furia di confermarle diventano realtà...
con la piccola postilla, piccolissima che non sono la verità, ma solo una parte, meglio un riflesso verosimile...
già verosimile è proprio la parola chiave per me...
questo film proprio per la convergenza di mia esperienza sul naso rosso, mi ha ancora di più fatto comprendere che la realtà si misura sempre di più sulla capacità di interpretare il proprio delirio personale, la propria visione del mondo...
alla parola delirio in fondo dò un significato positivo come di un qualcosa che ha la dignità del proprio, dell'unico del mio.
Ritornando al film...certo è fatto bene...ma non racconta il vero, solo il verosimile...e per chi si accontenta va bene...per me no.
Miloud non salva e non ha salvato proprio nessuno, nè i ragazzini e nè se stesso,
in quella piazza di Bucuresti ognuno di loro ha trovato in più una parte di sè perduta...
e non potrebbe che essere così...
nessuno salva, nessuno è salvato,
non esistono peccatori, non esistono santi..
ma solo persone che vivono facce diverse della loro lunghissima esperienza del mondo...
in tempi diversi, in modi diversi...
non mi piacciono le agiografie, le retoriche emotive...
Miloud è un grande per altro, molto altro...e purtroppo nessuno e neanche questo film è riuscito ad esprimere...
si può riconoscere il dolore di qualcuno solo se questo dolore ci appartiene, ed appartiene ad una parte del nostro essere a volte profonda, a volte no...
questo lato buio è sempre l'inizio di un incontro...
questi ragazzini non hanno riconosciuto in Miloud qualcuno di fuori ma solo un qualcuno di dentro come loro, solo che era cresciuto prima e che aveva saputo distogliere il buio nel bianco e rosso e nero dei colori del clown, nei suoi fuochi e nelle sue clavette, nelle sue scarpe gialle e nelle sue magie..
è distogliere lo sguardo dal proprio buio che dà la possibilità di prendere la rincorsa per affrontarlo meglio, per guardarlo con benevolenza ed infine attraversarlo...
e la distanza e quello che chiamo rincorsa è sicuramente la vita più pulita di una casa, di un lavoro, di una rete di affetti...
ma è sempre e solo una rincorsa...

venerdì 10 ottobre 2008

post it

un grazie a CATY:

http://vimeo.com/1754384

è molto divertente...

mio loup mio loup mio loup

(tracce per un dialogo intrapsichico e neurale)

mio solo mio
tu sei mio
e non c'è altra
miitudine al di fuori di te...
io ho scelto te
io sono tua e tu sei mio
per sempre
per oltre il sempre
per il sempre più sempre
nostri...
come dire,
siamo nostri
io tua a te
tu mio a me
perchè?
ma perchè IO TI AMO!
e quindi SEI mio, solo mio, per sempre mio...
pensa che ti amo più di ieri e meno di domani
amo SOLO te
forever and never
non ci sono appelli
non ci sono alternative...
PER SEMPRE!!!
...

eh eh
ma dài....

bise


appoggiare le mie labbra sulle tue

e vedere da lì il mondo che faccia fa...

giovedì 9 ottobre 2008

ventosa


voglio essere un post it
che si attacca e stacca
con una predominanza
di buffa volatilità...
chi potrebbe pretendere
da un post it
l'effetto attack
nessuno!
un post it è un post it...
è fatto per il bilico
è fatto per volanteggiare
forse anche viaggiare...
oh non è mica
meno sincero
meno sicuro
meno presente
anzi...
lo guardi ogni giorno in più
disponibile agli scarabocchi
agli appunti di sbiesso
davvero un bel tipo
dal temperamento un pò effimero,
vagabondo...
e poi lo porti dietro più facilmente
nessun spazio definitivo
adesivo ma non per sempre appiccicoso...
davvero adesso
mi tramuto in un post it...
una parte attaccata ed una che vola
come un ala, un angolo di aquilone,
qualcosa che il vento sa parlare
qualcosa che l'appoggiarsi lieve fa riconoscere
ogni nuovo luogo di arimo..
già già
eh eh
...

feedback



è davvero inutile sentire la tua mancanza...

bisogna farlo apposta...

eh eh

martedì 7 ottobre 2008

chanson rouge


Saranno tracce leggere
che farò lasciare dal tuo passo,
sulle nevi del mio vestito bianco,
sulle coltri del mio cuore rosso,
saranno tracce di merlo nero,
di passero biondo,
zampettanti allora
e ancora zampettanti…

nu


Le nuvole le puoi solo disegnare
E sai che i loro contorni non sono che un’astrazione della mente
Gli altri assomigliano alle nuvole,
come il vento,
con le velature,
con le increspature bianche,
e vengono assorbiti
dai desideri,
dai “voglio proprio te, adesso” che espandono il cuore
dai pensieri su di loro,
da quello che hai capito, distratti o meno,
dalle parole che non sanno dire tutto…
In fondo le nuvole, come gli altri,
sono sincere, non pretendono nel loro respiro di definire il cielo,
e solo per essere lì sospese
ti ribaltano l’azzurro vero fin dentro, fino in fondo,
fino a dove non ti ricordavi più d’esistere…
eh eh

venerdì 3 ottobre 2008

ach!!



un uomo aggrappato al lembo di un foglia
annaspa alla ricerca della sua beatitudine
si schiude
precipita
mentre due occhi variopinti disegnati sulle sue ali
agitano le lunghe pinne...

giovedì 2 ottobre 2008

grillo parlante

ti garantisco
che se tu camminassi
tra le schegge d'un cielo rimasto impigliato
tra le vertigini dei rami più alti
non avresti più bisogno di vestirti di follia
per sostenere il tuo amore
e il tuo silenzio

Oggi lei era vestita così

maglione kimono rosso papavero con cappuccetto a triangolo schiacciato
bottone grande centrale, con i due buchini come un nasetto,
sotto golfino stile gemello blu carta da zucchero,
gonna grigio perla al ginocchio in fresco di lana,
discretissima che fascia un paio di gambette spolverate da collant cipria almeno 20 den,
intrecciate e sottili con le onde leggere delle vene verdine in trasparenza...
scarpine decoltée, un nero opaco stile danza con tacco comodo da 5 cm,
borsa nera, rettangolare con manici sottili perfettamente rotondi,
in alto uno strepitoso cappellino semicolbacco nero,
con corona di pellicciotto riccio e raso che finisce sulle orecchie,
sopra un’acconciatura a chignon leggero di capelli biondo miele...
volto da ballerina russa original
ha circa l’età che superato i settanta…
più probabile un’ascendenza francaise per la rivista
dell’accompagnatrice, più giovane e italica...
labbra sottili tinte di rosso,
hanno gli angoli che guardano in giù,
occhi rotondi e vicini, scuro bachelite
di un profondo lucido,
e il naso allungato verso il basso,
perfetto e da manuale di scultura,
mani piccole dalle punte arrotondate
docili e gentili
come di caucciù rosa,
immancabile il sacchetto della farmacia
che spunta dalla borsa nera di raso..
non sorride spesso
ma quando lo fa
mantiene strette le labbra al centro, con un bacio rosso
e le rughette ai lati si accendono a raggiera, come in un guizzo di sole...
l’unico riflesso d’oro è la vera al dito…
non sembra inquieta o triste o rassegnata
semplicemente dà la sensazione di aspettare
forse un nuovo viaggio,
forse un altro pas à deux...

mercoledì 1 ottobre 2008

silenzio fatto di nuvole



l'ultima cosa che ho sentito
oggi,
sono stati i passi di corsa sulle scale...
poi, il silenzio
eh eh
oggi niente suono
rumori
strepiti
e grida...
scivolo, glisso,
ogni passo, ogni movimento
è fatto d'olio, di cera liquida,
lascio lunghe scie come le lumache...
ricerco allora le orme del tragitto
di ieri...
come imbastiture di filo,
in parte le ricalco, in parte mi intreccio
sembra fare l'orlo di me con la città...
e poi,
ancora,
strepitoso
silenzio...
vedo le cose che galleggiano
vedo nuvole di quello che doveva essere rumore
che si alzano dalle rotaie, dagli incroci...
c'è un impegno notevole di tutti a sostenere
così il contatto tra le superfici...
l'assenza del rumore
ha creato una distanza tra le cose
che sarà un'altra forma di intercapedine?
i colori e gli odori si azzuffano
per accaparrarsi lo spazio lasciato
libero dai suoni...
sssssss
neanche questo,
in fondo,
neanche un sibilo...
le sagome dei suoni si aggirano
vuote tra le cose,
sono buffe e un pò tenere
nel cercare di riempirsi di colore e di odore...
i colori infatti tentano ad espandersi,
il rosso del semafori ogni volta che si accende e spegne
sbuffa un pò di colore in più dai margini
come uno splash di pomodoro, di ciliegia
mentre l'odore delle macchine
prova a scimmiottare il rotolare delle gomme sul pavè
e si ingrugna di grigio...
e le persone?
che spettacolo...
niente più tacchetti che ciacolano sul pavimentato lucido
niente più soprabiti che strusciano sul giornale piegato sotto l'ascella
niente, solo sguardi silenziosi
solo cose fluttuanti
oggi è un giorno
che trasforma le cose in nuvole
eh eh