il ritorno delle chiocciole,
la sera quando vado a casa
cammino molto, molto prima,
uso le scarpe fin dove la para tocca l'inizio dei buchi delle stringhe...
sull'uscio del portone trovo sempre chi mi aspetta,
una chiocciola, appunto, l'altra sera,
una piccola falena oggi, poco fa...
ho camminato lungo una città che si scioglie,
sotto i miei sogni e sotto i miei respiri di vapore acqueo,
il silenzio che riesco a creare dentro di me camminando
mi avvolge con una soffice coinbentazione di gioia,
mi sento spicchio di pomelo e mi trovo a respirare in vece della terra assediata dal rumore asfissiante di questa città umana...
scivolo nel sotterraneo di un palazzo dove un supermercato mi dà l'illusione
di poter scavare il cibo che prendo come un qualsiasi indigeno che immagino
nel deserto dell'Australia o nella foresta Schuar dell'Ecuador,
non pago con il sudore delle mie mani o con la speranza del raccolto
ma con pezzi di carta e di metallo che mi sembrano efficaci per uscire in fretta...
questa sera pic nic al cinema...
mi accorgo che in fondo non faccio che entrare ed uscire da scatole preformate,
io scelgo il colore e quanto siano attraenti e soprattutto quanto investire in carta e metallo...
mi ricordo della promessa del mondo di rivelarsi sempre appena chiedo permesso,
appena ricordo chi sono...
e so che il fare è poesia, anche accanto alle scatole mondane che vado a riempire con le mie
promesse di leggerezza...
giovedì 15 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
istant book
venerdì 18 giugno 2010
gene
ti mando una cosa, amore bello
così ti fermi a pensare e magari ti metti lì,
spegni la macchina, proprio in fondo alla salita,
vicino alla cava di calce nascosta dagli alberi...
ti mando una cosa per posta come un tempo
quando la carta sapeva di inchiostro liquido
e nelle lettere d'amore si potevano far volare rami di fresia
che quando li piantavi fiorivano di nuovo, portandosi dietro il profumo e i baci lontani...
è che, anche da qui, ti guardo vicino
come se fossi appollaiata su quel ciliegio dai frutti dolci e gialli
e sento il stropiccio della carta che si apre alle mie parole...
è che, anche da qui, si sente il rumore del vento,
la piega che le erbe e il grano fanno dietro il volo i miei pensieri...
amore bello ti mando una cosa scritta
così per scribacchio, per vederti ammiccare
sotto la pelle scura e il bianco del tuo sorriso...
ma adesso fermati e rallenta il tutto
anche le tracce sulla terra dura sono capaci di pace,
di amore che respira lento...
perchè così il sud per me non finisce mai....
così ti fermi a pensare e magari ti metti lì,
spegni la macchina, proprio in fondo alla salita,
vicino alla cava di calce nascosta dagli alberi...
ti mando una cosa per posta come un tempo
quando la carta sapeva di inchiostro liquido
e nelle lettere d'amore si potevano far volare rami di fresia
che quando li piantavi fiorivano di nuovo, portandosi dietro il profumo e i baci lontani...
è che, anche da qui, ti guardo vicino
come se fossi appollaiata su quel ciliegio dai frutti dolci e gialli
e sento il stropiccio della carta che si apre alle mie parole...
è che, anche da qui, si sente il rumore del vento,
la piega che le erbe e il grano fanno dietro il volo i miei pensieri...
amore bello ti mando una cosa scritta
così per scribacchio, per vederti ammiccare
sotto la pelle scura e il bianco del tuo sorriso...
ma adesso fermati e rallenta il tutto
anche le tracce sulla terra dura sono capaci di pace,
di amore che respira lento...
perchè così il sud per me non finisce mai....
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cielo,
è matematico..lo so,
educazione sentimentale
mercoledì 16 giugno 2010
amore liquido
un bacio leggero
a labbra piene
le cose banali che tutti sanno...
la tua camicia bianca che sa di sud
prima di te corre ad abbracciarmi in fondo al treno,
animali dolci che siamo e camminiamo ammaestrati dall'amore
sul bilico costante dei binari...
è già buio dove arrivo ma mi sono portata il tramonto appresso
e l'ho liberato dalle tasche per gioco
prima di sentire ancora il tuo essere te...
ah ahha
le lucciole nel buio del tuo giardino rincorrono gli anni della mia
infanzia e mi fanno fare giochi concentrici di ricordo nel grano,
la veste leggera che si fa alzare dal vento, il vino rosso che chiude gli occhi...
riconosco per nome le nuvole e il profumo dei fiori bianchi,
il pane dalla crosta buona, fave e ciliege, erbe belle della lupinella e dei fiori blu confondono la mia gioia con il silenzio...
a labbra piene
le cose banali che tutti sanno...
la tua camicia bianca che sa di sud
prima di te corre ad abbracciarmi in fondo al treno,
animali dolci che siamo e camminiamo ammaestrati dall'amore
sul bilico costante dei binari...
è già buio dove arrivo ma mi sono portata il tramonto appresso
e l'ho liberato dalle tasche per gioco
prima di sentire ancora il tuo essere te...
ah ahha
le lucciole nel buio del tuo giardino rincorrono gli anni della mia
infanzia e mi fanno fare giochi concentrici di ricordo nel grano,
la veste leggera che si fa alzare dal vento, il vino rosso che chiude gli occhi...
riconosco per nome le nuvole e il profumo dei fiori bianchi,
il pane dalla crosta buona, fave e ciliege, erbe belle della lupinella e dei fiori blu confondono la mia gioia con il silenzio...
martedì 11 maggio 2010
i semi fioriscono dappertutto
i semi fioriscono dappertutto
non ci sono buchini, fessure e angoletti che tengano...
piove, piove e piove dopo anche due giorni
foglie e fiori, di tarassaco e non,
fanno capolino e ti guardano dal sotto
come per dire...:
dimentichi che sotto tutto
c'è la terra, qualcosa da cui nasci e ritorni,
e non ci sono asfalti e cementi che tengono,
e le radici degli alberi e il respiro dei semi,
fanno sempre in modo di trovare un varco verso la luce,
la Terra, Pachamama, grande signora,
non solo qualcosa che pulsa e respira...
che mette in scacco, in gioco ogni pensiero umano di separazione...
sì, parlo di separazione...
gli uomini si sentono separati da qualcosa che non riescono
neanche a pensare più, talmente se ne sentono lontani
e allora gridano io, io, io, sempre più forte,
come quei bambini che lasciati al buio parlano da soli, per farsi coraggio...
ma sotto, ripeto, sotto tutto il nostro cammino
e i sentieri sconnessi in salita o in discesa
sotto tutto c'è un'enorme dimensione di amore e creatività
e quando si riconosce questo lo sguardo rimbalza verso l'alto
e si scopre che anche il cielo, degno del suo nome,
cela qualcosa di infinitamente misterioso...
e poi continuando questo viaggio, poi uno scopre
che anche dentro di noi c'è un infinito di respiro e di essere
misterioso e sconosciuto
ed è per questo che oggi ancora e di più
posso dire:
sorridendo/al/tarassaco/ nuovo/che/ è/spuntato/dopo/il/passo/della/lumaca/in/solitaria/passeggiata/
notturna/lì/proprio/vicino/al/mio/uscio/nel/cortile/delle/deodarie:
i semi fioriscono dappertutto, proprio per davvero...
giovedì 6 maggio 2010
zenzero di te
pezzetti di zenzero nel thè verde
ed inizio al mattino a segnare il mio territorio,
fili di luce sincera...
immagino aprendo la porta dell'ufficio al 7° piano
di conquistarmi ogni giorno pezzetti di cielo celato
che io chiamo vuoto per onestà intellettuale, come si dice...
e allora invento sempre storie, tragitti e progetti
e mi pregusto all'inizio del giorno
quali e quanti pezzetti di felicità
sono a disposizione per l'adesso...
e allora spuntano facili i carciofi innamorati dei fidanzati
e i fidanzati innamorati che mandano baci silenziosi,
lo zenzero si mischia all'odore di legna
e le nostalgie buone fanno venire sempre l'acquolina del bello...
e allora per me è davvero facile scappare con l'autobus 81
per mangiare, in un'andata e ritorno veloce,
i gnocchi della mamma...
ci sono tante cose da gioire
senza dimenticare chi sta male
ed sta vivendo il coraggio di attraversare la realtà
del buio e del dolore...
ognuno dal lato del vero fa la sua parte, sempre,
sia che lo sappia o meno
siamo tutti insieme
siamo tutti UNO/A
in questa realtà a guardare
il vuoto oggi che faccia fa
mercoledì 5 maggio 2010
e ancora blu...
venerdì 30 aprile 2010
blu risoluto
le parole scompaiono
nella carta accartocciata tra le mani
e quelle che, vociando, riescono a svicolare
tra i gorghi e le pieghe taglienti
raccontano...no, bisbigliano
di un blu risoluto
che fa respirare forte
che dilata le pupille, il cuore
di un blu denso che si ripiega su se stesso
e che contempla
ma abbraccia tutto il resto
un blu risoluto...
un blu totale
che rimane,
che diventa
finalmente me
lunedì 12 aprile 2010
dade-sia
il mondo
profumo
dolce fragranza
nell'aria
aria
vento
atmosfera
sfera
figura geometrica
figura
immagine
sul muro
muro
fortificazione
cemento armato
fortificazione
castello e torre
torre
altitudine
montagna
montagna
territorio roccioso
territorio
terra
il mondo
mondo
spazio
nell'universo
dade
profumo
dolce fragranza
nell'aria
aria
vento
atmosfera
sfera
figura geometrica
figura
immagine
sul muro
muro
fortificazione
cemento armato
fortificazione
castello e torre
torre
altitudine
montagna
montagna
territorio roccioso
territorio
terra
il mondo
mondo
spazio
nell'universo
dade
mercoledì 7 aprile 2010
full petal jacket

piove, non c'è nessuno in giro,
vigilia di pasqua
decido di autoinvitarmi per un tè
alla alice nel pdm
a casa con il terrazzo più grande di gorgonzola
dal mio amico poeta personal inventore di nomi di clown
e anche del mio...
gli porto un libro sul mondo degli gnomi,
ma lui cosa c'entra..mi dico...
c'entra..c'entra il mio intuito mi dice di sì...
piove vado verso il mio distributore solito di gas
ma scatta in me il gioco
vigilia di pasqua
decido di autoinvitarmi per un tè
alla alice nel pdm
a casa con il terrazzo più grande di gorgonzola
dal mio amico poeta personal inventore di nomi di clown
e anche del mio...
gli porto un libro sul mondo degli gnomi,
ma lui cosa c'entra..mi dico...
c'entra..c'entra il mio intuito mi dice di sì...
piove vado verso il mio distributore solito di gas
ma scatta in me il gioco
"cambia strada e non pensare, lascia guidare cappuccetto rosso"
vado verso il fuori, dove c'è una specie di bosco e dove si dice finisca la città...
faccio gas e sotto l'acqua mi accorgo di una signora con bastone che arranca sul marciapiedi, sacchetti alla mano e un fascio di rami fioriti...
le chiedo signora ha bisogno di un passaggio?
abita vicino?...
mi guarda tra le gocce d'acqua sugli occhiali,
ha la faccia sporca di fango come un soldato di full metal jacket dopo l'esercitazione nella foresta,con delle strisce scure in volto,anche come rambo
..."non si preoccupi signorina...poi le bagno la macchina..."
"signora guardi che s.siro è dall'altra parte e la mia macchina non ha timore di sporcarsi, da brava venga su che la porto a casa"
al che sale, trascinando dentro i sacchetti e il fascio enorme di fiori,
lancia il bastone lontano e chiude rumorosamente la portiera...
il mio viaggio gioca una deviazione verso casa sua, tralaltro vicinissima alla mia,
faccio gas e sotto l'acqua mi accorgo di una signora con bastone che arranca sul marciapiedi, sacchetti alla mano e un fascio di rami fioriti...
le chiedo signora ha bisogno di un passaggio?
abita vicino?...
mi guarda tra le gocce d'acqua sugli occhiali,
ha la faccia sporca di fango come un soldato di full metal jacket dopo l'esercitazione nella foresta,con delle strisce scure in volto,anche come rambo
..."non si preoccupi signorina...poi le bagno la macchina..."
"signora guardi che s.siro è dall'altra parte e la mia macchina non ha timore di sporcarsi, da brava venga su che la porto a casa"
al che sale, trascinando dentro i sacchetti e il fascio enorme di fiori,
lancia il bastone lontano e chiude rumorosamente la portiera...
il mio viaggio gioca una deviazione verso casa sua, tralaltro vicinissima alla mia,
ma fuori dalla mia traiettoria,
il gioco di sopra è sempre valido ed io mi guardo la vecchietta come una futura versione di me,
la guardo dolcemente perchè lei non lo sa ma nelle cadute scivolate che mi ha raccontato nel bosco e nel fango a raccattare fiori, lei si è riempita la faccia di petali rosa,
appiccicati su come su una scatola di decoupage, come in un mosaico bizantino,
e i capelli arruffati e gli occhiali bagnati e quella rassegnazione che non è sconfitta
ma arrendersi al TUTTO...
"sa, signorina, oggi mi sentivo che dovevo assolutamente uscire nel bosco, domani è pasqua ed io da sola in casa volevo almeno avere un pò di primavera intorno...
appiccicati su come su una scatola di decoupage, come in un mosaico bizantino,
e i capelli arruffati e gli occhiali bagnati e quella rassegnazione che non è sconfitta
ma arrendersi al TUTTO...
"sa, signorina, oggi mi sentivo che dovevo assolutamente uscire nel bosco, domani è pasqua ed io da sola in casa volevo almeno avere un pò di primavera intorno...
eppoi se non sono matti non li vogliamo...vero?...non si dice così...?"
stavo guidando ma l'avrei abbracciata, perchè per me era una apparizione,
un personaggio di un film che ancora non ha il cinema in cui proiettarsi,
era dolcezza ma anche conferma della semplicità della follia controllata...
già signora mia le dico...siamo un pò tutti folli e soli...
soli luminosi e come lei pieni di petali rosa e fango!!
yeah!!!
chi nasce matto non guarisce mai
tu che sei matto quando guarirai
mai mai, mai mai mai,
mai mai, mai mai mai
stavo guidando ma l'avrei abbracciata, perchè per me era una apparizione,
un personaggio di un film che ancora non ha il cinema in cui proiettarsi,
era dolcezza ma anche conferma della semplicità della follia controllata...
già signora mia le dico...siamo un pò tutti folli e soli...
soli luminosi e come lei pieni di petali rosa e fango!!
yeah!!!
chi nasce matto non guarisce mai
tu che sei matto quando guarirai
mai mai, mai mai mai,
mai mai, mai mai mai
lunedì 5 aprile 2010
nuoto al piano
oggi esercizi di nuoto al piano
...
non perchè piove
non perchè sono imbevuta di acqua di pasqua ovunque
ma perchè con gli auricolari al piano
nuotare è facile,
molto facile...
più o meno questa è la ricetta:
ci si scalda le dita che ne so,
mozart? bach? una scaletta qualsiasi in do?
poi si indossano le cuffie, L left, R right
e con la presunzione totale di essere i soli
ad ascoltarsi...
inspirare come prima di un tuffo
e con l'abbandono totale di chi non ha di meglio da fare.
lasciare andare le mani sulla tastiera,
meglio, lasciarle caracollare,
lanciarle, come i componenti di jeeg robot d'acciaio,
...
non perchè piove
non perchè sono imbevuta di acqua di pasqua ovunque
ma perchè con gli auricolari al piano
nuotare è facile,
molto facile...
più o meno questa è la ricetta:
ci si scalda le dita che ne so,
mozart? bach? una scaletta qualsiasi in do?
poi si indossano le cuffie, L left, R right
e con la presunzione totale di essere i soli
ad ascoltarsi...
inspirare come prima di un tuffo
e con l'abbandono totale di chi non ha di meglio da fare.
lasciare andare le mani sulla tastiera,
meglio, lasciarle caracollare,
lanciarle, come i componenti di jeeg robot d'acciaio,
gettarle, pro-gettarle sfruttando tutta la sapienza della gravità
e accuratamente buttando fuori l'aria...
e accuratamente buttando fuori l'aria...
inspiro, respiro...
e si pestano i tasti bianco e neri alla rinfusa...
tutto per enne volte,
e si pestano i tasti bianco e neri alla rinfusa...
tutto per enne volte,
in cerca della bracciata perfetta e del sincrono...
inspiro ed espiro...
dopo qualche vasca è concesso giocare al pianista folle
virando il piano yamaha nella versione
hall madison square garden
e partire poi
con i tetici accordi di quinta e quarta
i trilli alternati e le fughe repentine
le dissonanti armonie e le ascese inventate
applausi finali luci che si spengono e si riaccendono
sull'inchino al pubblico
...
meglio togliersi la cuffia di lattice e gli occhialini
prima di uscire
inspiro ed espiro...
dopo qualche vasca è concesso giocare al pianista folle
virando il piano yamaha nella versione
hall madison square garden
e partire poi
con i tetici accordi di quinta e quarta
i trilli alternati e le fughe repentine
le dissonanti armonie e le ascese inventate
applausi finali luci che si spengono e si riaccendono
sull'inchino al pubblico
...
meglio togliersi la cuffia di lattice e gli occhialini
prima di uscire
...
domenica 4 aprile 2010
ma dài non ci posso credere...manco l'hai finito e loposti così...!!
una distanza creata dai numeri
non è che una semplice astrazione della mente
i km, le cifre dei prefissi selettivi
sono solo forme di rappresentazione di una distanza
non sono la distanza...
tutto è perfettamente come deve essere sempre
e forse mi riferisco a quando piove
a quando sembra diverso da quello che si desidera
e forse mi riferisco soprattutto a quello che sembra mancare
ed è giusto che ci sia
parlo di politica e di sociale
parlo di bello e buono
ma tutto è
per me esattamente come deve essere
senza nessun fatalismo
e soprattutto nessuna rassegnazione
arrendersi non significa abdicare al proprio potere di libertà...
...
la storia di oggi è piena di petali, petali rosa...
la premessa che il mio quotidiano ha timing di 10 minuti, un quarto d'ora al max...
cioè non so mai cosa farò al di là di questo tempo...
diciamo che questo gioco funziona benissimo quando non si lavora
ma anche su quello ci sono progressi inarrestabili...
il timig di oggi si è spiegato
in pioggia al mercato
cibo inventato in casa svuotando il frigo delle riserve
invito auto invito per il tè
e
non è che una semplice astrazione della mente
i km, le cifre dei prefissi selettivi
sono solo forme di rappresentazione di una distanza
non sono la distanza...
tutto è perfettamente come deve essere sempre
e forse mi riferisco a quando piove
a quando sembra diverso da quello che si desidera
e forse mi riferisco soprattutto a quello che sembra mancare
ed è giusto che ci sia
parlo di politica e di sociale
parlo di bello e buono
ma tutto è
per me esattamente come deve essere
senza nessun fatalismo
e soprattutto nessuna rassegnazione
arrendersi non significa abdicare al proprio potere di libertà...
...
la storia di oggi è piena di petali, petali rosa...
la premessa che il mio quotidiano ha timing di 10 minuti, un quarto d'ora al max...
cioè non so mai cosa farò al di là di questo tempo...
diciamo che questo gioco funziona benissimo quando non si lavora
ma anche su quello ci sono progressi inarrestabili...
il timig di oggi si è spiegato
in pioggia al mercato
cibo inventato in casa svuotando il frigo delle riserve
invito auto invito per il tè
e
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