mercoledì 16 giugno 2010

amore liquido

un bacio leggero
a labbra piene
le cose banali che tutti sanno...
la tua camicia bianca che sa di sud
prima di te corre ad abbracciarmi in fondo al treno,
animali dolci che siamo e camminiamo ammaestrati dall'amore
sul bilico costante dei binari...
è già buio dove arrivo ma mi sono portata il tramonto appresso
e l'ho liberato dalle tasche per gioco
prima di sentire ancora il tuo essere te...
ah ahha
le lucciole nel buio del tuo giardino rincorrono gli anni della mia
infanzia e mi fanno fare giochi concentrici di ricordo nel grano,
la veste leggera che si fa alzare dal vento, il vino rosso che chiude gli occhi...
riconosco per nome le nuvole e il profumo dei fiori bianchi,
il pane dalla crosta buona, fave e ciliege, erbe belle della lupinella e dei fiori blu confondono la mia gioia con il silenzio...

martedì 11 maggio 2010

i semi fioriscono dappertutto


i semi fioriscono dappertutto
non ci sono buchini, fessure e angoletti che tengano...
piove, piove e piove dopo anche due giorni
foglie e fiori, di tarassaco e non,
fanno capolino e ti guardano dal sotto
come per dire...:
dimentichi che sotto tutto
c'è la terra, qualcosa da cui nasci e ritorni,
e non ci sono asfalti e cementi che tengono,
e le radici degli alberi e il respiro dei semi,
fanno sempre in modo di trovare un varco verso la luce,
la Terra, Pachamama, grande signora,
non solo qualcosa che pulsa e respira...
che mette in scacco, in gioco ogni pensiero umano di separazione...
sì, parlo di separazione...
gli uomini si sentono separati da qualcosa che non riescono
neanche a pensare più, talmente se ne sentono lontani
e allora gridano io, io, io, sempre più forte,
come quei bambini che lasciati al buio parlano da soli, per farsi coraggio...
ma sotto, ripeto, sotto tutto il nostro cammino
e i sentieri sconnessi in salita o in discesa
sotto tutto c'è un'enorme dimensione di amore e creatività
e quando si riconosce questo lo sguardo rimbalza verso l'alto
e si scopre che anche il cielo, degno del suo nome,
cela qualcosa di infinitamente misterioso...
e poi continuando questo viaggio, poi uno scopre
che anche dentro di noi c'è un infinito di respiro e di essere
misterioso e sconosciuto
ed è per questo che oggi ancora e di più
posso dire:
sorridendo/al/tarassaco/ nuovo/che/ è/spuntato/dopo/il/passo/della/lumaca/in/solitaria/passeggiata/
notturna/lì/proprio/vicino/al/mio/uscio/nel/cortile/delle/deodarie:
i semi fioriscono dappertutto, proprio per davvero...

giovedì 6 maggio 2010

zenzero di te


pezzetti di zenzero nel thè verde

ed inizio al mattino a segnare il mio territorio,

fili di luce sincera...

immagino aprendo la porta dell'ufficio al 7° piano

di conquistarmi ogni giorno pezzetti di cielo celato

che io chiamo vuoto per onestà intellettuale, come si dice...

e allora invento sempre storie, tragitti e progetti

e mi pregusto all'inizio del giorno

quali e quanti pezzetti di felicità

sono a disposizione per l'adesso...

e allora spuntano facili i carciofi innamorati dei fidanzati

e i fidanzati innamorati che mandano baci silenziosi,

lo zenzero si mischia all'odore di legna

e le nostalgie buone fanno venire sempre l'acquolina del bello...

e allora per me è davvero facile scappare con l'autobus 81

per mangiare, in un'andata e ritorno veloce,

i gnocchi della mamma...

ci sono tante cose da gioire

senza dimenticare chi sta male

ed sta vivendo il coraggio di attraversare la realtà

del buio e del dolore...

ognuno dal lato del vero fa la sua parte, sempre,

sia che lo sappia o meno

siamo tutti insieme

siamo tutti UNO/A

in questa realtà a guardare

il vuoto oggi che faccia fa

mercoledì 5 maggio 2010

e ancora blu...


e tra una goccia di rugiada
e un guizzo di arcobaleno
e la solita nuvola che mi fa fare la capriola
ti penserò più assai di assai
e con gli strucchi che ho imparato a fare
e gli inchini che mi vengono sempre bene
ti aspetterò sull'uscio di casa con la mia faccia da pajasso
e un sorriso sempre più blu...


venerdì 30 aprile 2010

blu risoluto


le parole scompaiono

nella carta accartocciata tra le mani

e quelle che, vociando, riescono a svicolare

tra i gorghi e le pieghe taglienti

raccontano...no, bisbigliano

di un blu risoluto

che fa respirare forte

che dilata le pupille, il cuore

di un blu denso che si ripiega su se stesso

e che contempla

ma abbraccia tutto il resto

un blu risoluto...

un blu totale

che rimane,

che diventa

finalmente me

lunedì 12 aprile 2010

dade-sia

il mondo

profumo
dolce fragranza
nell'aria
aria
vento
atmosfera
sfera
figura geometrica
figura
immagine
sul muro
muro
fortificazione
cemento armato
fortificazione
castello e torre
torre
altitudine
montagna
montagna
territorio roccioso
territorio
terra
il mondo
mondo
spazio
nell'universo

dade

mercoledì 7 aprile 2010

full petal jacket


piove, non c'è nessuno in giro,
vigilia di pasqua
decido di autoinvitarmi per un tè
alla alice nel pdm
a casa con il terrazzo più grande di gorgonzola
dal mio amico poeta personal inventore di nomi di clown
e anche del mio...
gli porto un libro sul mondo degli gnomi,
ma lui cosa c'entra..mi dico...
c'entra..c'entra il mio intuito mi dice di sì...
piove vado verso il mio distributore solito di gas
ma scatta in me il gioco
"cambia strada e non pensare, lascia guidare cappuccetto rosso"
vado verso il fuori, dove c'è una specie di bosco e dove si dice finisca la città...
faccio gas e sotto l'acqua mi accorgo di una signora con bastone che arranca sul marciapiedi, sacchetti alla mano e un fascio di rami fioriti...
le chiedo signora ha bisogno di un passaggio?
abita vicino?...
mi guarda tra le gocce d'acqua sugli occhiali,
ha la faccia sporca di fango come un soldato di full metal jacket dopo l'esercitazione nella foresta,con delle strisce scure in volto,anche come rambo
..."non si preoccupi signorina...poi le bagno la macchina..."
"signora guardi che s.siro è dall'altra parte e la mia macchina non ha timore di sporcarsi, da brava venga su che la porto a casa"
al che sale, trascinando dentro i sacchetti e il fascio enorme di fiori,
lancia il bastone lontano e chiude rumorosamente la portiera...
il mio viaggio gioca una deviazione verso casa sua, tralaltro vicinissima alla mia,
ma fuori dalla mia traiettoria,
il gioco di sopra è sempre valido ed io mi guardo la vecchietta come una futura versione di me,
la guardo dolcemente perchè lei non lo sa ma nelle cadute scivolate che mi ha raccontato nel bosco e nel fango a raccattare fiori, lei si è riempita la faccia di petali rosa,
appiccicati su come su una scatola di decoupage, come in un mosaico bizantino,
e i capelli arruffati e gli occhiali bagnati e quella rassegnazione che non è sconfitta
ma arrendersi al TUTTO...
"sa, signorina, oggi mi sentivo che dovevo assolutamente uscire nel bosco, domani è pasqua ed io da sola in casa volevo almeno avere un pò di primavera intorno...
eppoi se non sono matti non li vogliamo...vero?...non si dice così...?"
stavo guidando ma l'avrei abbracciata, perchè per me era una apparizione,
un personaggio di un film che ancora non ha il cinema in cui proiettarsi,
era dolcezza ma anche conferma della semplicità della follia controllata...
già signora mia le dico...siamo un pò tutti folli e soli...
soli luminosi e come lei pieni di petali rosa e fango!!
yeah!!!

chi nasce matto non guarisce mai
tu che sei matto quando guarirai
mai mai, mai mai mai,
mai mai, mai mai mai

lunedì 5 aprile 2010

nuoto al piano


oggi esercizi di nuoto al piano
...
non perchè piove
non perchè sono imbevuta di acqua di pasqua ovunque
ma perchè con gli auricolari al piano
nuotare è facile,
molto facile...
più o meno questa è la ricetta:
ci si scalda le dita che ne so,
mozart? bach? una scaletta qualsiasi in do?
poi si indossano le cuffie, L left, R right
e con la presunzione totale di essere i soli
ad ascoltarsi...
inspirare come prima di un tuffo
e con l'abbandono totale di chi non ha di meglio da fare.
lasciare andare le mani sulla tastiera,
meglio, lasciarle caracollare,
lanciarle, come i componenti di jeeg robot d'acciaio,
gettarle, pro-gettarle sfruttando tutta la sapienza della gravità
e accuratamente buttando fuori l'aria...
inspiro, respiro...
e si pestano i tasti bianco e neri alla rinfusa...
tutto per enne volte,
in cerca della bracciata perfetta e del sincrono...
inspiro ed espiro...
dopo qualche vasca è concesso giocare al pianista folle
virando il piano yamaha nella versione
hall madison square garden
e partire poi
con i tetici accordi di quinta e quarta
i trilli alternati e le fughe repentine
le dissonanti armonie e le ascese inventate
applausi finali luci che si spengono e si riaccendono
sull'inchino al pubblico
...
meglio togliersi la cuffia di lattice e gli occhialini
prima di uscire
...

domenica 4 aprile 2010

ma dài non ci posso credere...manco l'hai finito e loposti così...!!

una distanza creata dai numeri
non è che una semplice astrazione della mente
i km, le cifre dei prefissi selettivi
sono solo forme di rappresentazione di una distanza
non sono la distanza...
tutto è perfettamente come deve essere sempre
e forse mi riferisco a quando piove
a quando sembra diverso da quello che si desidera
e forse mi riferisco soprattutto a quello che sembra mancare
ed è giusto che ci sia
parlo di politica e di sociale
parlo di bello e buono
ma tutto è
per me esattamente come deve essere
senza nessun fatalismo
e soprattutto nessuna rassegnazione
arrendersi non significa abdicare al proprio potere di libertà...
...
la storia di oggi è piena di petali, petali rosa...
la premessa che il mio quotidiano ha timing di 10 minuti, un quarto d'ora al max...
cioè non so mai cosa farò al di là di questo tempo...
diciamo che questo gioco funziona benissimo quando non si lavora
ma anche su quello ci sono progressi inarrestabili...
il timig di oggi si è spiegato
in pioggia al mercato
cibo inventato in casa svuotando il frigo delle riserve
invito auto invito per il tè
e

mercoledì 10 marzo 2010

e io mi ciuccio una rossana


giornata rossa
maglia a losanghe rouge martignon,
oggi prima di uscire
mi sono scelta look cortina
anni '60
almeno come la immagino io
cortina anni'60
però niente colbacco e occhialoni,
va bè, solo un pò di cortina...
neve fuori quella tipo zucchero a velo sulla brioche alla crema
leggera, solo un pò indiscreta,
ma che entra comunque negli angoli della borsa
e fa micro pozzanghere che poi mi porto in giro...
ridiscendo dall'angolo dell'armadio
gli scarpotti finto pelo dentro con i ricami fucsia,
sembro frankestein quando cammino,
ma i piedi si sciolgono almeno nel calore...
le scarpe nere stile tai chi sono cmq nello zaino...
giornata rossa, dicevo...
neve che glassa le cose,
ma questa volta,
è già più di una volta che rinevica a milano,
sembra non attaccarsi,
rimane lì che vola a mezz'aria rendendo l'aria lattiginosa di coriandoli...
oggi ufficio tranquillo e la neve fuori non si sente più quando cade,
sembra tutto sospeso
ma c'è un pò di nervosa attenzione,
sta per succedere qualcosa,
non so, non riesco a sentire che un rumore di fondo
zzzz zzzz zzzz
lo so che il mondo, il tempo, lo spazio e tutti i miei deliri,
si avvicinano alla sensazione di sbilanciamento
simile a quella delle fontane zen che prendono prendono prendono gocce di acqua
eppoi pluff l'ultima goccia crea lo sbilanciamento sotto...
...quanto mi piace l'ultima goccia...
naturalmente un altro bilico da collezionare nel data base...
però un pò di tensione lo crea la rincorsa allo sbilanciamento...
l'ambiente aziendale è sempre un pò pesante...
luci non naturali, aria rifatta...
e allora vado nell'ufficio della mia collega e mi prendo una rossana,
lo scarto lento permette le cucciatine volanti
e la lunga esperienza in età infantile ti fa pregustare il momento,
della rottura dello strato di solo zucchero per assaporare il contenuto
morbido e dolcissimo...
eppoi la carta scricchiolante che si usa come occhiale volante...
a cortina la neve con gli occhiali rossana si tinge di rosa...
il me tiens dans ces bras...

venerdì 5 marzo 2010

cuore di brodo


amore bello puro
....
canto con cammariere
..
gioco con le dita come sul piano
mi ricordo del cartone disegnato con i tasti bianchi e neri,
prima del pianoforte, prima che arrivasse dal vero...
dovevo provare le prime cinque note date dall'hiroki saito,
la mia maestra giapponese,
a mio padre piaceva,
come tutto lo strascico di giappone che si portava dietro,
dal vestito rosso a lustrini e piume di cantante lirica in su...
suono, davanti alla tastiera del pc
e riprovo le scale...
uno due tre, passo il pollice sotto, uno, due, tre, quattro, pollice sotto e di nuovo il do,
con la destra è più facile,
con la sinistra si dimentica prima....
eppoi godo il vantaggio del settimo piano,
ufficio vista nuvole lontane che puntano verso ovest dove c'è il Rosa,
e ne approfitto per allenare al petaloso arancione dell'orizzonte
il mio sguardo milanese impregnato di grigio,
e di colori sfumati allo smog...
il cielo poi, questa mattina, era color pantegana,
adesso sembra il gelato puffo con le nuvole che fanno i croccantini...
però lo ammetto, è più luminoso ed in fondo mantiene ancora quel tono di mistero
che la mia mente scimmesca non riesce ad ammettere...
sono convinta sempre di essere non tanto su un pianeta vero e proprio,
quanto più intrappolata in un boccia di vetro,
circondata dalle sagome di plastica colorate della città
e degli omini
e delle automobiline viste dall'alto, come quelle dei plastici delle vetrine delle scuola guida...
prima o poi sono sicura, al di là delle previsioni metereologiche,
che qualcuno scuoterà un pò questo tutto in bilico
e vedrò finalmente che effetto fa la neve che cade dal basso...
...
già perchè solo dentro una boccia di vetro,
dove i pensieri rimbalzando in alto cadono giù sotto forma di fatti caotici
si possono manifestare cose come:

io che attraverso la strada dopo aver comprato le calze a righe viola e marroni,
lunghe fino al ginocchio, dalle vecchiette della merceria, vecchietta anche lei,
e nell'attraverso trovo la carta del fante di cuori che mi guarda,
col pizzetto e il cappello da d'artagnan e mi dice:

embè che c'è, non hai mai visto un fante di cuori a faccia in giù come carta buttata lì per caso in una strada cittadina in posizione semicentrale signorile e non periferica fuori dal tempo massimo del carnevale e per poter dirla tutta in periodo di quaresima?

già, però un fante di cuori che si rispetti non va in giro con solo la parte superiore che si ripete
anche al contrario sotto in modo che tu se la devi leggere come carta divinatoria non saprai mai
se:
era dritta quindi positiva
o rovesciata e di conseguenza negativa,
e a questo punto che: bisogna decidere se:

a) cercare il significato divinatorio tout court, così a livello generale,
come l'oroscopo nel giornale gratuito del mattino che dice cose per il tuo segno
ma uguali a tutti quelli del tuo segno e allora che previsione è?

oppure

b) ricordarti che essendo in una situazione apparentemente caotica,
da rimbalzo dei pensieri sulla volta celeste e vetrofanica di cui sopra,
non puoi che accontentarti del fante di cuori e basta, e basta,
solo il fante di cuori e niente altro...
e non importa che poi trovi nella stessa sera anche una piuma rossa fuori da un altro negozio che ti dice:
prendimi, starei benissimo con quel fante di cuori dimezzato che hai raccattato poc'anzi....
...
e chiamala se vuoi...confusione...
...
e se, adesso, anche il brodo ha un cuore,
come posso io non sperare di mettere
da parte un pò di felicità,
ogni giorno un pò,
per giocare a
ce l'ho, ce l'ho...mi manca?

martedì 23 febbraio 2010

dialoghi inter, intra personali...

io so che esiti, che esisti, che esisti
tu clicchi qui e so che ci sei
e tu sai che ci sono
io so che esisti nel momento che tu sai che esisto,
esistiamo insieme in questo esistere,
un contatto, un contatto, un piccolissimo contatto
ed io so che esisti, che esisto esistendo con te
esistendo con te
REsistendo con te
io so che esisti, lo so e basta..
basta che pensi che io esisto ed io esisto
e tu esisti
basta un respiro e tu esisti ed io esisto
due punti nello spazio
la direzione è certa
la linea è tratta
una definizione temporanea ma definitiva
ormai è successo, da succedere di esistere
basta coincidere nello stesso spazio - tempo
ed io esisto e tu esisti
non puoi fare a meno di esistere, ormai...